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Giordano Bruno

17 Febbraio 1600 a Roma in Campo dei Fiori fu arso vivo per "eresia" Giordano Bruno.

Un martirio affrontato con coraggio:

<il timore che provate voi a infliggermi questa pena è superiore a quello che provo io a subirla>.

Nel luogo del rogo sorge ora un monumento, inaugurato nel 1889, in cui il filosofo di Nola volge il suo sguardo severo verso il Vaticano.

 

La figura del filosofo, infatti, è qui rappresentata incappucciata, ritta in piedi e con le mani strette sul libro contenente le sue teorie precorritrici, che gli valsero la scomunica e la condanna a morte.

Sul basamento si riconoscono i medaglioni di altri celebri eretici, tra i quali Erasmo da Rotterdam, Paolo Sarpi e Tommaso Campanella. Ben visibile è anche la dedica al frate nolano scritta da

Giovanni Bovio: « A Bruno il secolo da lui divinato qui dove il rogo arse”. Vogliono ricordare la celebre figura.

 

Ma la sua filosofia sopravvisse alla sua morte, portò all'abbattimento delle barriere tolemaiche, rivelò un universo molteplice e non centralizzato e aprì la strada alla Rivoluzione scientifica.

Per il suo pensiero Bruno è quindi ritenuto un precursore di alcune idee della cosmologia moderna, come il multiverso ; per la sua morte, è considerato un martire del libero pensiero.

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