fondazione proPosta
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CONTATTACI

La fondazione proPosta valorizza e divulga i contributi di tutte le persone interessate alla ricerca e all'invenzioni appassionate che con i loro progetti connettono il sapere dell'esperienza alle sfide di un mondo un rapido cambiamento.Questo gruppo di persone merita di trovare la casa dove si trovano tutti i potenziali ricercatori ed inventori che pur continuando le proprie attività vogliono realizzare le proprie attitudini.

Se sei interessato clicca QUI

 

LA CRAVATTA


Le origini della cravatta odierna risalgono alla Guerra dei Trent'anni (XVII secolo) quando i mercenari croati in servizio in Francia, indossando i loro tradizionali foulard annodati, suscitano l'interesse dei parigini e attraverso una piccola variazione semantica "croate" diviene "cravate".
Questo accessorio di abbigliamento si sviluppa presto in tutta Europa fino a diventare quello che oggi é un simbolo dell'eleganza maschile.
E la cravatta ha addirittura il suo giorno celebrativo che si festeggia ogni anno dal 2003 il 18 di Ottobre.
Di cravatte ne esistono di ogni forma e dimensione. Quella più grande del mondo viene annodata "al collo" dell'arena romana di Pola per iniziativa della "Academia Cravatica" in occasione del primo "Cravatta Day". Un guinnes dei primati a tutt'oggi imbattuto: é lunga infatti 808 metri e larga 25!
E alla cravatta non poteva non essere dedicata anche una emissione filatelica da parte delle Poste croate (anno 1995).
Bene, é ora di andare in ufficio, in giacca ... e cravatta naturalmente ?
[Riccardo Marzola]

IRLANDA

 

Sono appena tornato da un viaggio in Irlanda. Le Poste Centrali di Dublino meritavano uno scatto, e anche qualche Ufficio Postale minore.
Interessanti le emissioni filateliche che spesso riprendono gli antichi simboli della storia irlandese. E non potevano certo mancare quelli dedicati ad Arthur Guinness (1725 - 1803) fondatore della celebre birra apprezzata in tutto il mondo?
[Riccardo Marzola]

 

 

 

KNEIPP

 

"Alles was wir brauchen, um gesund zu bleiben, hat uns die Natur reichlich geschenkt"
(La natura ci regala in abbondanza tutto ciò di cui abbiamo bisogno per restare in salute)

SEBASTIAN KNEIPP (Stephansried, 17 maggio 1821 – Bad Wörishofen, 17 giugno 1897) è stato un religioso tedesco, cui si deve la scoperta dell'idroterapia ampiamente praticata oggi in ogni centro termale e nelle "S.P.A." (acronimo di Salus per Aquam). È noto ad esempio il percorso Kneipp a piedi nudi sui sassi alternando acqua calda e fredda, metodo che stimola l'apparato circolatorio e il sistema immunitario.
Al reverendo Kneipp le Poste tedesche e austriache hanno dedicato diversi francobolli, il primo dei quali di una serie filatelica sui benefattori dell'umanità.

[Riccardo Marzola]

 

TEMPO DI VACANZE

 

Vi siete mai chiesti perché spesso nelle località turistiche, e non solo, ci sono Caffè, Ristoranti o Alberghi intitolati alla Posta?
Per rispondere a questa semplice domanda è sufficiente spiegare perché la Posta si chiama così.
Il nome deriva infatti dalle "Stazioni di Posta" cioè i luoghi, lungo le maggiori strade, adibiti alla sosta dei corrieri e al cambio dei cavalli. Le diligenze, oltre alla corrispondenza e merci, trasportavano persone e le Stazioni di Posta erano quindi fermate per la salita e la discesa dei passeggeri. Ma spesso erano anche locande nelle quali ristorarsi e pernottare. Molte di esse col tempo si sono trasformate in prestigiosi Caffè e Ristoranti o Alberghi stellati conservando la tradizionale trombetta del postiglione ? ?
[Riccardo Marzola]

AGOSTO 2O2O

 

Il 1^ agosto nel calendario celtico è la festa di Lughnasadh (Lammas day in Inghilterra) dedicata a Lugh figlio del Sole e Dio della Luce una delle cui raffigurazioni era il grano. Ed è appunto una festa del ringraziamento per il pane che rappresenta il primo frutto del raccolto. Al Dio Lugh sono fra l'altro riconducibili numerosi toponimi. A questa festività le Poste inglesi hanno dedicato anche un francobollo.
[Riccardo Marzola]

Storia e ricerca: la missione della Fondazione proPosta per la cultura postale

La Fondazione proPosta è nata da un’idea di Lorenzo Urbano che spiega: “La missione è far conoscere il passato per capire il presente e progettare il futuro”

Di  Riccardo P. Babbi 23 Luglio 2020 (Tratto dal sito PosteNews di Poste Italiane)

https://www.postenews.it/2020/07/23/ricercatori-e-inventori-in-nome-della-cultura-postale/

 

II rappresentanti della Fondazione proPosta: da sinistra, Lorenzo Urbano, Marco Sacconi e Dario Biggi

 

“Amore mio ti scrivo…”; “Avvistati movimenti di truppe terrestri nelle alture prospicenti…”; “Amico, ho bisogno di…”. Un messaggio d’amore, un’informazione militare, una richiesta di aiuto… tanti i contenuti all’interno di una lettera. Dietro le quinte un insieme di persone e tecnologia trasportano parole scritte e con esse emozioni umane. Un patrimonio che non va disperso, anzi studiato e reso accessibile a tutti. Questo è il motivo per cui, nel 2011, è nata la Fondazione proPosta da un’idea di Lorenzo Urbano che spiega: “La missione della fondazione è far conoscere il passato per capire il presente e progettare il futuro. È un ente libero, indipendente e senza fini di lucro, ovviamente legato al mondo di Poste Italiane e alle sue persone anche se esterna all’azienda. Una realtà a disposizione di tutti”. Urbano continua a fornire un insostituibile supporto e indirizzo, soprattutto per coinvolgere sempre più colleghi. Le colonne della Fondazione sono le persone che ha battezzato i suoi “Ricercatori e Inventori”, appassionati che con i loro progetti connettono il sapere dell’esperienza alle sfide di un mondo in rapido cambiamento. Un gruppo di persone che merita di essere conosciuto.

Amanti della storia

Tra i ricercatori, studiosi e divulgatori del passato e presente del mondo postale, ad esempio, Riccardo Marzola, direttore di un Ufficio postale della filiale di Modena, appassionato studioso che raccoglie notizie che spaziano dalla traversata di Italo Balbo al racconto dell’Ufficio Postale sul fiume più corto del mondo. E, ancora, Mario Coglitore, esperto della storia d’Italia e scrittore di saggi di cui uno dedicato alla vita nell’Ufficio postale di Murano. Pino Barchetta è esperto di storia postale e collezionista di cartoline, stampe e lettere storiche; Paolo Marcarelli infine è attento studioso di storia postale nell’Epoca Pontificia. Tra gli scrittori Rinaldo Del Togno, autore del libro “La Gegnia”, storia di una postina nella metà del ’900, Roberto Martinez autore del libro “Favole, Sogni e Storie d’altri tempi” e tanti altri incentrati sul mondo dei trasporti, Maurizio Di Paolo, scrittore e poeta, profondo conoscitore della storia postale; Antonio Schiavo, con oltre 30 anni di servizio in Poste Italiane, ha pubblicato libri di saggistica e due romanzi: “Questa volta non è stata colpa mia” e “Aghi di Pino”. Tra i ricercatori, qualcuno è più attento alle relazioni. Maurizio Cianciarelli, che ha da poco lasciato l’Azienda, cura per la Fondazione il settore Comunicazione ed Eventi, con il coordinamento dei progetti editoriali. Luca Barigione, ricercatore del presente, si occupa di nuovi modelli di business e rapporti con l’estero. È stato recentemente in Cina e torna sempre con il trolley pieno di appunti e spunti.

Progetti per il futuro

“Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa” diceva Einstein. La Fondazione proPosta, grazie ai suoi inventori, guarda anche agli sviluppi del mondo postale. Progetti che anticipano il futuro di persone e oggetti in movimento. Come il progetto Pipe§Net che prepara le basi della cosiddetta internet fisica, una rivoluzionaria modalità per il trasporto sottovuoto e ad altissima velocità delle merci su lunghe distanze, oppure lo sviluppo in partnership con l’Università di Hong Kong e l’Università della Calabria (Unical) di un sistema innovativo per gestire la distribuzione delle merci nelle grandi città, in particolare nelle mega-cities cinesi attraverso un meccanismo di aste on line. Se ne occupa Dario Biggi, responsabile dell’innovazione della Fondazione e attento osservatore dei trend mondiali hi-tech. Tra i fenomeni emergenti degli ultimi anni che stanno cambiando radicalmente abitudini di acquisto e organizzazione della logistica c’è l’e-commerce, di cui Vincenzo Genova è attento osservatore e riporta nella fondazione l’attenzione in particolare agli impatti sociali di questa rivoluzione degli acquisti.

Poste  La storia  della peste nei secoli

 

 

Sin da tempi immemorabili l'umanita' e' stata piagata da pestilenze e malattie contagiose, addirittura nella Bibbia sono contenute delle misure di prevenzione  per evitare il diffondersi di contagi, nel libro di Levitico ci sono norme molto chiare riguardo all'igiene e alle precauzioni da prendere nel caso che si tocchino anche oggetti toccati da persone decedute, e dai corpi morti.

Come e' noto l'Europa e l'Asia furono colpite nel corso dei secoli da peste, vaiolo, tifo, colera, che fecero milioni di vittime. E in queste circostanze  per prevenire o contenere i contagi i viaggiatori e le merci, inclusa la corrispondenza che proveniva da zone dove si era sviluppata una epidemia, venivano inviati nei lazzaretti, dove in appositi locali si effettuava anche la disinfezione della posta.

Addirittura gia' dal 1493 a Venezia si stabili di estendere le cautele sanitarie ai Corrieri e alle lettere e si stabili di "profumare ogni carta che proveniva da luoghi infetti o sospetti". E il Capo dei Fanti del Magistrato aveva la "particolare incombenza di raccogliere tutte le lettere, che proveniva dai paesi sospetti e tutte aprirle e profumarle" e inoltre si controllavano e disinfettavano  non solo quelle che erano affidate al capitano delle navi in arrivo, ma anche quelle portate dai passeggeri.  Speciale attenzione veniva riservata per le persone le merci e le lettere che venivano dall'Impero Ottomano, che era considerato luogo permanentemente infetto a causa delle frequenti epidemie, inoltre a Zara in Dalmazia (dominio veneto) c'era fin dal XVI secolo un lazzaretto dove  le persone, le merci e le lettere  venivano disinfettate e poste in quarantena. Pare che l'origine della quarantena sia dovuta ad un fatto accaduto nel 1347 quando ai passeggeri di un vascello attraccato nel porto di Ragusa ( oggi Dubrovnik in Croazia ) fu imposto di attendere per un periodo d osservazione di trenta giorni, poi esteso a quaranta prima di poter scendere sulla terraferma in modo che non si diffondesse la peste, anche se poi la citta' ne fu' colpita ugualmente. In seguito dopo la caduta della Repubblica di Venezia  riguardo al metodo per  disinfettare la posta si  stabiliva il metodo di disinfezione  " l'espurgo delle lettere e dei pieghi si eseguisce, col profumarle prima al di fuori, e per far cio' con maggiore sicurezza, vi si pongono in una macchina di ferro con entro del fuoco, e profumi li piu' forti, come bacche di Ginepro e simili. Poscia si prendono le tanaglie pur di ferro, e con forbice si tagliano diligentemente ov'esiste il sigillo e aperte (sempre tenendole con le tanaglie) si ripongono in detta macchina, dove ricevono il secondo interno profumo, e cosi saranno del tutto espurgate, e libere: a differenza di quanto si usa per le lettere semplicemente e gravemente sospette, le quali vengono a sufficienza espurgate, col taglio bensi del sigillo, ed aperte col mezzo del solo profumo"

A Bologna invece in occasione della peste del 1630 e che fece solo in citta' quasi 14.000 morti, si diedero ordini e disposizioni anche per evitare il contagio tramite la corrispondenza: " Subito che saranno al lazzaretto le Valige, Plichi, o lettere avvisati dal Deputato aprino dette Valige, levando fuori le lettere, avertendo se sono foderate di tela,la leveranno et essendoci stringhe, corde quali abbrugiaranno subbito, bagnandole con l'aceto, et le lassaranno stare all'aria aperta sino a nuovo ordine.

Tutti li spaghi che vengono con dette lettere subito si abbrugino insieme con l'involto di esse.

Le lettere si faccino prima passare per aceto, poi asciugate nel forno, et asciugate che sono, le porranno nel fagotto a profumarle.

Le lettere di passaggio ( in transito ) le profumino di fuori senza bagnarle nell'aceto levando tutti li spaghi ove sono legate.

Profumate che averanno le lettere nel fogone non le tocchino piu' con mani e con altro ma con una Pala di ferro le restituira' al Deputato di fuori o ad altri secondo haveranno ordine."

 

---1-- foto 'Fornetto con pinza per prendere la posta nello Stato Pontificio. Museo della Comunicazione-Roma'.---------

 

I metodi per disinfettare la posta comunque  erano vari e dipendevano anche da stato a stato: potevano essere affumicate esternamente, allora si metteva il timbro sulla lettera, "Netta di fuori sporca dentro" o simili,  oppure si facevano anche dei tagli sulla lettera per far passare i fumi o vapori all'interno della lettera, ed in questo caso si metteva il timbro "Netta fuori, netta dentro" in altri casi ancora si apriva direttamente la lettera e si affumicava completamente, anche in questo caso era ovviamente "Netta fuori,netta dentro" . Addirittura in alcuni casi la lettera veniva disinfettata piu' volte in diverse localita' dove transitava.

Un problema che si verificava a volte nella disinfezione delle lettere era che l'eccessivo calore del fornetto per disinfettarle, oltre ai vapori di zolfo, all'aceto  e oltre ai tagli sulle lettere per far entrare il fumo e unito  a volte alla disattenzione degli addetti, faceva si che alcune lettere si sbruciacchiassero.

 

---2-- foto 'lettera da Smirne a Firenze del 1804 disinfettata e bruciata durante la disinfezione'.--------

 

Facendo un salto nel XIX secolo, durante il periodo napoleonico ci furono tre fasi di emergenza: nel 1804 la febbre gialla a Livorno e in Toscana, nel 1810-1811 un'analoga insorgenza nella penisola iberica, nel 1812 (e ancora nel 1813) la peste scoppiera' in Turchia.

Il 16 ottobre 1804 il  napoleonico ministro delle finanze del Regno d'Italia  Giuseppe Prina stabili la disinfezione per la posta proveniente dalla Toscana e diretta al nord; e anche in quelle circostanze, c'era allora, come adesso, chi si lamentava della lentezza con cui venivano presi certi provvedimenti sanitari per arginare i contagi, come ricordava e lamentava  don Mantovani : " La malattia che si vuole epidemia in Livorno ha svegliato l'indolenza del nostro governo che sulla perizia di dieci o dodici medici di Firenze, dichiarante per sempre ordinaria malattia, s'era addormentato sulle precauzioni da prendersi. Fu spedito ordine di tirare un cordone e d'impedire ogni comunicazione. Le lettere di ieri portate dal corriere che passa per Firenze furono aperte e affumicate."

Addirittura c'erano delle situazioni in cui chi spediva era fortemente preoccupato perche' a causa della disinfezione si poteva lacerare un contenuto importante e di conseguenza subirne un forte danno, come nel caso dell'avvocato Paolini di Pistoia  che  nel 1804 aveva urgenza di spedire all'editore a Milano certe bozze corrette ed era disperato perche' non voleva far disinfettare il  suo plico  avendo timore che si danneggiasse il contenuto, nonostante avesse tentato pure un costosa spedizione per posta, e interessandone addirittura l'ambasciatore milanese a Firenze, l'avvocato lamentava che "Il ministro di codesta Repubblica residente nella nostra corte mi scrive che non puo' garantirmi  la sicurezza di questa spedizione e l'esenzione di essa dai suffumigi e dai tagli che si praticano indistintamente su tutti i pieghi. Tagliando un quaderno per affumicarlo puo' facilmente smarrirsi un foglio nella ricomposizione del piego"

 Nel 1835 dopo alcuni casi di colera ad Ancona il Cardinale Gamberini, Presidente della Congregazione speciale di Sanita' da Roma firma il "Regolamento e metodo per l'attuazione dei cordoni sanitari" con disposizioni di sanita' postale. I Cordoni Sanitari terrestri venivano istituiti per isolare I territori nazionali ed esteri colpiti o sospetti di epidemie. I Cordoni Marittimi per impedire qualsiasi sbarco o approdo sospetto. Riguardo ai cordoni terrestri veniva stabilito un "primo cordone sporco" ed un "secondo cordone sano"; tra i due cordoni serviti dai militari, dovevano esserci almeno tre fabbricati; uno per i sanitari che dovevano disinfettare individui, lettere e pacchi; uno per alloggiare i viaggiatori in osservazione; ed uno per le merci, con stalle per gli animali. Le lettere semplici andavano tagliate, quelle doppie ed i pacchi aperti e poi disinfettati con acido muriatico ossigenato, ed infine bollati per certificare l'avvenuta disinfezione. E' da notare che il governo pontificio fu il primo ad adottare l'acido muriatico per le disinfezioni, anche nelle case dove si erano avuti casi di colera. Nel 1836 dopo che il colera partito dai Balcani si era  diffuso in tutta Italia venne anche chiuso il confine del Regno di Napoli, e vicino al confine a Casamari (in provincia di Frosinone) venne istituito un lazzaretto. E cosi ebbero i loro bolli di franchigia i Cordoni, le Commissioni e le Deputazioni sanitarie, e citta' e paesi adottarono bolli speciali per marcare le lettere che avevano disinfettato. 

Nello Stato Pontificio le fumigazioni sia delle persone sia degli oggetti e delle lettere venivano praticate su larga scala.  Il Delegato Apostolico di Perugia nel 1836 dava alcuni  singolari consigli ai perugini per evitare il colera: " tranquillita' d'animo, evitare passioni violente, sobrieta' nel vino, astenersi dai liquori spiritosi, riconosciuti in tali emergenze di sommo pregiudizio….. e non sortire da casa a stomaco vuoto".

E date le pessime condizioni igieniche, comuni del resto in quell'epoca non solo nello Stato Pontificio, per prevenire e limitare i contagi del "cholera morbus" venivano ribaditi i divieti e le multe per chi gettava 'liquidi organici' dalle finestre, per chi teneva agnelli e porci in citta', o per chi gettava animali morti nelle vie. Ad esempio a San Martino in Campo nei pressi di Perugia un tal Luigi Grigioni era stato invitato piu' volte dai deputati sanitari del posto, dopo le proteste degli abitanti del paese di "rimuovere il concimaio fatto lungo la strada del Borgo di S. Martino in Campo in faccia all'osteria". Inoltre nel  settembre del 1836 si stabiliva l'arresto per chi viaggiava senza bolletta della Deputazione Sanitaria (una specie di lasciapassare ).

E come ricordava C. Massari  dopo che il colera era apparso in varie citta' d'Italia "sulla meta' di Agosto del 1836 Ancona lo ebbe, e si accrebbero le paure in Perugia. Fu tostamente separata dalla perugina l'anconetana provincia, (con dei cordoni sanitari) tutte le comunicazioni impedite; dopo due mesi di contagione circa il 20 ottobre, netta fuori e dentro si proclamo'. Non piu' colera in Ancona. Perugia sacra a Maria fu salva."

La tregua duro' poco perche' gia' l'anno seguente si ricominciava a Perugia a disinfettare "tutte le provenienze da Roma e comarca, sia di persone, sia di merci, robe, legni che non giustificassero di averla subita".

Infatti nel 1837 il colera era ripreso violentemente e il Soprintendente delle poste pontificie propose al Card. Lambruschini il suo piano per riattivare il servizio dei Corrieri che era rimasto bloccato. Poiche' era stato stabilito un largo cordone sanitario che bloccava l'accesso a Roma e che partendo da Civitacastellana con un grande anello arrivava fino alla via Appia all'altezza di Ariccia.

Nel 1836  anche in Sicilia si diffuse il colera, e non lascio' indenne nessuna grande citta', addirittura ci furono rivolte popolari e omicidi nei confronti di alcuni rappresentanti del governo nell'isola, con conseguente  forte repressione da parte borbonica, anche con alcune condanne a morte; e questo perche' la popolazione era alla ricerca di un responsabile della diffusione del contagio: alcuni pensavano che fosse un castigo di Dio a causa della cattiveria umana, altri pensavano che fossero degli 'untori' che spargevano il morbo come da ricordi di Manzoniana memoria, in Sicilia ci fu' una variante in questo, si pensava che questi 'untori' fossero stati inviati dal governo a spargere il morbo tra la popolazione siciliana.

Per contenere il contagio viene stabito un cordone sanitario marittimo con l'ausilio anche di navi, e  "stabilito un cordone sanitario terrestre da Milazzo a Siracusa organizzato militarmente". Chi veniva trovato a "vagare oltre i limiti del  proprio Comune"  senza bolletta sanitaria veniva arrestato e posto in contumacia. La bolletta sanitaria attestava la buona salute del soggetto, e che "non viaggio' per luoghi infetti, o sospetti" . Una conseguenza dei cordoni sanitari con le restrizioni sui scambi commerciali,  fu' che aumentarono  ulteriormente la gia' diffusa poverta' dei Siciliani.

I Corrieri con la posta invece, potevano oltrepassare i cordoni sanitari se il lasciapassare indicava che provenivano da una zona libera dal "mal contagioso", e la  loro corrispondenza veniva disinfettata. In Sicilia nel 1836 e nel 1854 epoche in cui avvennero due micidiali pestilenze si usava questo metodo "la deputazione di salute di Messina ha fatto conoscere che aperte le lettere, ed attaccate con uno spillo alla sopracarta, consegnate vengono queste agli ufficiali postali, dai quali nuovamente sono chiuse….che la incumbenza degli ufficiali postali e' quella di chiudere la corrispondenza che dagli impiegati sanitari lor si consegna".

 

---3-- foto 'lettera da Messina del 28 dic.1836 arrivata a Lione il 18 gen.1837 e disinfettata a Roma esternamente con il bollo 'NETTA FUORI E SPORCA DENTRO' bollo usato per le lettere in transito oltre lo Stato Pontificio'.------

 

Il governo comunque venne fortemente criticato perche' aveva istituito i cordoni sanitari per un tempo troppo breve, invece secondo un rappresentante  borbonico per lui era "ridicola la credenza che il colera possa nascondersi negli uomini per molti giorni".

Facendo un salto nei nostri giorni nei quali sta imperversando il Coronavirus, vediamo che in molte parti del mondo si sta facendo un grande uso di mascherine protettive, ma questo non e' niente di nuovo, infatti merita una menzione la protezione che si usava nella seconda meta' dell' ottocento in un apparato austriaco presso Trieste da parte degli addetti alla disinfezione della posta:

"Le persone che si occupano delle operazioni preparatorie per la disinfezione devono a propria tutela, servirsi di un apparato respiratorio di cotone, il quale viene legato e si applica al naso e alla bocca. Prima e dopo la manipolazione postale queste persone si lavano le mani e le braccia in una soluzione contenente 5% di acido carbolico, e disinfettano con essa anche i vestiti usati durante tale operazione"

Sembrano le precauzioni che si  prendono attualmente per il Coronavirus !

 

Paolo Marcarelli

Fondazione proPosta

 

Opere citate o consultate.

Archivio per la storia postale, Istituto di studi storici postali, Prato.

Bollettino Prefilatelico e Storico Postale, Organo ufficiale dell'Associazione per lo Studio della Storia Postale, Padova. 

Fedele C. Mainoldi F. Bologna e le sue poste, Bologna.

Fedele C. La voce della posta. Istituto di studi storico postali, Prato.

Fedele C. Gallenga M. Strade corrieri e poste dei papi dal medioevo al 1870. Istituto di studi storico Postali, Prato.

Gallenga M. I bolli di Roma dalle origini al 1870, Roma.

Gallenga M. I bolli del Lazio dalle origini alla fine del secolo XIX, Roma.

Ilpostalista.it  L'epidemia di colera del 1837, di Marchese G.

Marcarelli P.  Umbria tre secoli di storia postale. Fondazione ProPosta Roma.

Migliavacca G. Invito alla storia postale, Milano.

Ravasini C. Documenti sanitari bolli e suggelli di disinfezione nel passato, Minerva medica, Torino.

 

 

PESTE E POSTE
Chiunque sia mediamente scolarizzato ha sentito parlare della peste dal Manzoni nei Promessi Sposi. Ma la storia dell’umanità è stata più volte percorsa da terribili epidemie, si pensi, per fare un esempio a noi cronologicamente vicino, alla famigerata influenza spagnola che appena 100 anni fa ha mietuto milioni di vittime in tutto il mondo.
La pandemia del “Coronavirus” che proprio in questi giorni ci obbliga, giustamente, a restare in casa mi ha suggerito di fare una piccola ricerca per gli amici della Fondazione ProPosta su quello che appare un mesto giuoco di parole: Peste e Poste. Già, perché se è vero che un tempo le persone si spostavano di meno, la corrispondenza ha sempre viaggiato, anzi un tempo molto più di oggi. E per prevenire i contagi le Poste ricorrevano alla disinfezione delle lettere provenienti da zone infette o sospette seguendo precise procedure in appositi locali all’interno dei Lazzaretti. Speciale attenzione era riservata alla corrispondenza proveniente dall’Impero Ottomano considerato luogo permanentemente infetto a causa delle frequenti epidemie.
I metodi per disinfettare la posta variavano invero da Stato a Stato. Per esempio potevano essere “fumigate” tenendole sospese con speciali pinze solo esternamente per cui si apponeva il timbro “Netta fuori - sporca dentro”. Altre volte veniva effettuato invece un piccolo taglio sulla lettera per far passare i fumi al suo interno e in questo caso il timbro certificava che era “Netta fuori – netta dentro”. Inutile aggiungere che non di rado l’eccessivo calore dei “fornetti” causava la bruciacchiatura delle lettere.
In allegato un esemplare di fornetto custodito presso il Museo della Comunicazione di Roma e il bollo dell’Amministrazione Pontificia “netta fuori e sporca dentro” attestante l’avvenuta disinfezione.
Nel corso della storia sono stati utilizzati fumi di zolfo, resine, cloro e altre sostanze, oppure si ricorreva allo spruzzo di aceto. Metodi all’epoca rassicuranti benché di discutibile efficacia.
Nel libro “Umbria, tre secoli di Storia Postale” edito dalla Fondazione ProPosta, l’autore Paolo Marcarelli dedica un apposito capitolo a “Il Colera e la Posta (1831 – 1855)” nel quale fra le altre interessanti notizie riferisce che in relazione alla prevenzione del contagio “il governo Pontificio fu il primo ad adottare l’acido muriatico per le disinfezioni abbandonando l’uso delle fumigazioni”. 
Una menzione particolare merita la protezione degli addetti alla disinfezione della Posta in uso nell’800 a Trieste: “Le persone che si occupano delle operazioni preparatorie per la disinfezione devono a propria tutela servirsi di un apparato respiratorio di cotone, il quale viene legato e si applica al naso e alla bocca”. Sembra la descrizione delle nostre attuali mascherine. Insomma niente di nuovo sotto il sole che speriamo torni presto a risplendere!
[Riccardo Marzola]

In questi giorni giustamente si parla di medici ed infermieri, che sono in prima linea ad affrontare l'emergenza sanitaria del coronavirus.

Ma non dobbiamo dimenticare anche i portalettere e tutti quelli che lavorano nei centri di smistamento di Poste Italiane che fanno che tutto continui come sempre soprattutto la catena logistica. UN FORTE RINGRAZIAMENTO DA PARTE DI TUTTI NOI!

LIBERTÀ E FRAGILITÀ
 

Anna: «Mi ripeto che devo stare bene, la verità è che ho paura»

E vorrei poter decidere se godermi il sole nel parco o guardare il bel tempo da una finestra o camminare per le strade della città

di Anna Bassi * (collega della fondazione proPosta Lettera publicata sul                    Corriere della Sera)
 
 
  

Quando si decide in autonomia si può anche rimanere in casa per tanti giorni di seguito. A me è successo dopo un lungo periodo di lavoro in giro per l’Italia. Mi è successo quando sono rimasta a casa, e rimanere in casa senza uscire anche per giorni non mi è costato. Adesso, invece, mi sembra una cosa strana. Non posso uscire non perché l’ho deciso io ma perché, fondamentalmente, mi è vietato. Faccio finta di non pensarci, soprattutto cerco di convincermi che è per il mio bene perché nel passato ho avuto un grave episodio di insufficienza respiratoria; mi dico che tanto non ho bisogno di nulla perché una volta alla settimana mio marito va a fare la spesa. Mi dico che le cose che vorrei comprare e i negozi che vorrei visitare saranno ancora lì alla fine dei divieti.

Mi dico che le mie nipoti hanno il timore che mi ammali e allora devo stare bene perché poi andremo a spasso insieme. Mi dico che devo stare in casa per non preoccupare mio figlio che è lontano e non può pensare a me. Mi dico che devo stare bene perché mio marito e io siamo soli. Mi dico tutto questo e sono tranquilla in apparenza, non penso a quando finirà questa storia; in casa faccio l’indispensabile perché non sono mai stata un angelo del focolare. Mi basta che la casa sia pulita e in ordine e che i panni siano stirati. Una volta mi piaceva cucinare, adesso per tanti motivi devo limitarmi; in fondo non ne ho voglia.

Però vorrei uscire quando mi pare, vorrei uscire senza la paura che un nemico invisibile possa ridurmi a non respirare e a essere intubata, e io so cosa significa. Vorrei decidere io se godermi il sole nel parco o guardare il bel tempo da una finestra o camminare per le strade della città. Vorrei comprare qualcosa di sfizioso e inutile e mettermi gli occhiali da sole. Per fortuna mi piace leggere, ho ancora tanti libri che mi aspettano; leggo sbirciando attraverso le tende quel bel sole primaverile che dalle mie parti, nella pianura padana, non sempre si vede così limpido e così luminoso e invitante.

 

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera di un collega della fondazione proPosta:

 

Cari amici, 

la situazione purtroppo è veramente drammatica.

I miei stretti parenti bergamaschi sono blindati in casa.L’elenco degli amici e conoscenti defunti non lo aggiorniamo più da alcuni giorni proprio per evitare di agitare ulteriormente tutti quelli che si trovano in ospedale.

Vi mando, come a tutti coloro che mi chiedono come stiamo la seguente poesia composta da mia moglie:

 

SOSPESI

 

Poesia di Lorena Silvia Sambruna

composta il giorno 26 marzo 2020

dedicata a tutti coloro che hanno speranza e

soprattutto a chi la sta perdendo.

 

ANNIVERSARI - Il 25 Marzo 1821 la Grecia proclama l'indipendenza dall'Impero Ottomano. L'evento è stato ricordato anche dalle Poste elleniche con delle emissioni filateliche nel 1971 in occasione del 150°  anniversario, alcune davvero molto belle!
[Riccardo Marzòla]

 

 

 

Monumenti ai Portalettere

 

Eh sì ... pioggia, caldo, ghiaccio, morsi di cane ed ora il corona virus: i postini meritano ben più di un monumento!

[Lorenzo Urbano]

 

The Mail Pilot" (Topolino Pilota Postale)

 

é un cartone animato americano del 1933, edito in Italia come fumetto da Salani nel 1935. A Mickey Mouse, pilota delle Poste viene affidata una cassa di denaro e mentre é in volo viene attaccato da Pietro Gambadilegno ma dopo una rocambolesca battaglia aerea riesce a portare il denaro a destinazione e a consegnare il bandito alla polizia ... e ad essere baciato dalla sua Minnie come un eroe.
[Riccardo Marzola]

 

Quel nodo sabaudo fra Croce Rossa e Filatelia


Una delle pagine del '900 meritevoli di essere ricordate é quella dello stretto legame fra Croce Rossa e Casa Savoia e in particolar modo delle ultime due Sovrane, la Regina Elena pioniera delle Crocerossine e in prima linea durante il terremoto di Messina del 1908 e Maria José che pure indossó la divisa di Crocerossina negli anni '30.
Una curiosità storico filatelica é che la bella Maria José è l'unica Regina italiana la cui effige appare su una serie di francobolli emessi in occasione delle nozze con il Principe di Piemonte, futuro Re Umberto II, e due su tre con una maggiorazione "pro Croce Rossa".
Ma di emissioni filateliche italiane a favore della Croce Rossa ce ne sono state anche altre. Ad esempio i francobolli con l'aquila sabauda di 4 tagli diversi emessi nel 1915 e quelli con la bandiera nazionale del 1921 con un sovrapprezzo di 5 centesimi devoluto a favore della Croce Rossa.
Degni di nota anche i francobolli di Rodi (isola dell'Egeo sottoposta al controllo militare tedesco ma amministrata dalla Repubblica Sociale Italiana) sui quali nel febbraio 1945 venne sovrastampato il logo della Croce rossa.
Ma questo "nodo" fra Italia e Croce Rossa prosegue anche con la Repubblica italiana e numerose sono le emissioni di francobolli i anche recenti aventi per soggetto la Croce Rossa e il suo Corpo Militare.
In ultimo, ma non per importanza, é degno di nota il francobollo della Regina Elena del 2002 con la maggiorazione in favore della lotta contro i tumori al seno. ?
[Riccardo Marzola]

 

CURIOSITÀ  LEGO

 

Il 28 Gennaio 2020  é il 62° compleanno dei mattoncini Lego, nati il 28 gennaio 1958. Chi non ci ha mai giocato da piccolo e da grande con la scusa di giocare con i propri figli? Non di rado con le costruzioni della Lego sono state realizzate delle vere opere d'arte. E a questi mattoncini colorati, che hanno allietato la nostra infanzia, le Poste della Danimarca, dove ha sede la fabbrica, hanno anche dedicato dei francobolli. La Lego da parte sua ha ricambiato con un piccolo Ufficio Postale.
[Riccardo Marzola]

L'EXPO 1911


Il 1911 è l'anno del grande giubileo laico, la festa con cui si celebrano i 50 anni della Nazione attraverso l'Esposizione Internazionale a Torino, Firenze e Roma. Nella capitale il tema é una Mostra Etnografica, un viaggio in Italia realizzato attraverso quattordici padiglioni regionali. Quello dell'Emilia ad esempio é la (quasi) fedele riproduzione del Castello Estense di Ferrara qui raffigurato in una cartolina dell'epoca e in una figurina Liebig.
L'evento vede coinvolte anche le Regie Poste con alcune celebri emissioni filateliche ed erinnofile.
[Riccardo Marzola]

IL RE DI PIETRA

Sua Altezza il Monviso (3841 m.), detto "il Re di Pietra", da cui nasce il Po, immortalato da un amico dalle colline del Roero.

Si racconta che il logo della Paramount sia ispirato proprio dal Monviso. Quando i dirigenti della nota casa cinematografica decisero di abbozzare il simbolo un operaio originario di Saluzzo avrebbe estratto dalla tasca una foto del Monviso scattata da casa sua e conservata come ricordo della sua terra. Si tratta di una leggenda mai confermata ufficialmente ma la somiglianza é davvero sorprendente.
Il Monviso fa da sfondo anche a due francobolli italiani. Uno di quest'anno dedicato a Saluzzo e l'altro emesso nel 1963 in occasione del 100° anniversario del Club Alpino Italiano. Si ringrazia l'amico del C.A.I. Giorgio Borghini (mai sufficientemente lodato) che mi autorizza a pubblicare anche la busta primo giorno del 30 marzo 1963.

[R.Marzola]

I NIPOTI DELLE DILIGENZE POSTALI


L'Autopostale in alcune nazioni europee, e in particolare Svizzera, Austria e Germania, è un autobus interurbano, solitamente giallo con il corno postale sulla fiancata, adibito al trasporto della posta e dei passeggeri su percorsi predefiniti.
In allegato una mia foto di qualche anno fa in Carinzia e alcuni vecchi manifesti dei tradizionali bus postali svizzeri.
[Riccardo Marzola]

HEIDI

Heidi, la ragazza delle Alpi, é un romanzo di Johanna Spyri pubblicato nel 1880 a cui sono ispirati diversi film e il noto cartone animato di Isao Takahata realizzato nel 1974 e trasmesso in Italia nel 1978. La trama é nota: una bambina di cinque anni, orfana, viene allevata dal nonno sulle montagne svizzere dove la principale occupazione è portare al pascolo le capre. A otto anni viene portata dalla zia a Francoforte dove impara a leggere e scrivere e viene, per cosí dire, iniziata alla vita borghese. Qui conosce diverse persone come Clara, una bambina costretta sulla sedia a rotelle e la famigerata signorina Rottenmeier, per la quale ogni minima azione di Heidi è motivo di rimproveri. Il romanzo presenta il forte contrasto tra la campagna e la città attraverso gli occhi della bambina.
Al popolare personaggio sono stati naturalmente dedicati diversi francobolli in Svizzera, uno dei quali addirittura in argento. Meno scontata l'emissione filatelica, peraltro molto bella, delle Poste nipponiche.
[R. Marzola]

 

GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO

 

Oggi "Thanksgiving" (festa del ringraziamento) giornata difficile per i tacchini americani ? ?? celebrati anche in qualche francobollo d'oltreoceano.

IV NOVEMBRE

 

Il IV Novembre rientra oggi fra le "festività soppresse" ció nondimeno si celebra la Giornata delle Forze Armate nell'Anniversario della Vittoria della Grande Guerra con la quale si é concluso il cammino di Unitá e Indipendenza nazionale iniziato a metá del XIX secolo. É stato scritto da più parti quanto le Regie Poste siano state protagoniste di quelle pagine della nostra storia. Giovanni Ermete Gaeta (1884 - 1961) autore della "Leggenda del Piave" era ad esempio un impiegato delle Poste di Napoli. Ma le Poste, sul Piave e fra le trincee del Carso, hanno dato ben più di un contributo canoro alla Patria. É stato stimato che durante gli oltre 3 anni di guerra, che hanno visto mobilitati 5 milioni di uomini, siano state spedite qualcosa come 2 miliardi e mezzo di lettere e cartoline e ne siano state ricevute un miliardo e mezzo. Ogni lettera é attesa con ansia. Nel suo italiano sgrammaticato un contadino divenuto soldato scrive: "ti racomando di scrivermi spesso, e anche tutti i giorni perché din questi posti non si desidera altro che notissie di famiglia". Non diverso il sentimento dello scrittore Ardengo Soffici: "É arrivata la posta! Se le amiche, gli amici potessero immaginare il piacere di ricevere un saluto, una notizia qui! Chi non é stato per giorni e giorni cosí faccia a faccia con la morte, non potrà mai capire la dolcezza di una parola d'amore che arriva da lontano". Al fronte le Poste utilizzano uffici postali da campo dotati di attrezzature essenziali per potersi muovere al seguito delle truppe a dorso dei muli. 

Un tempo ogni ufficio postale esponeva il tricolore per attestare un tributo d'onore a quei caduti e la vicinanza istituzionale alle Forze Armate. E non sono mancate naturalmente le emissioni filateliche sul tema.

Buon IV Novembre!

 

[Riccardo Marzola]

HALLOWEEN

31 ottobre molti celebrano "Halloween". Non a torto si parla di una ricorrenza importata dall’America, almeno così come si festeggia oggi. In realtà la storia risale a tempi ben piú remoti e deriverebbe dalla festività di "Samhain" il capodanno celtico, che veniva celebrato proprio in questo periodo nell’area celtica appunto e quindi in Francia, Inghilterra, Scozia, Irlanda, e probabilmente anche nell’Italia Settentrionale (Gallia Cisalpina). A rigore sarebbe quindi improprio parlare di una festa d’importazione. Solo successivamente infatti la chiesa istituì la festa di ognissanti e quella dei defunti che si andavano a sovrapporre, come molte altre festività cristiane, a precedenti festività "pagane". Personalmente, come da tradizione, porteró un fiore sulla tomba dei miei cari, ma da ferrarese non faccio crociate contro le cucurbitacee essendo ben altre le influenze d'oltreoceano che mi disturbano.
Da una ricerca su internet per gli amici filatelici rilevo che la ricorrenza é stata celebrata da diverse amministrazioni postali, non

                                                 solo Oltreoceano.

                                                 [Riccardo Marzola]

GENGIS KHAN

Il monumento a Gengis Khan (1162-1227) in Mongolia coi suoi 30 metri di altezza, più 10 di basamento, é attualmente la statua equestre più grande del mondo.
Numerosi i francobolli, non solo della Mongolia, ma del mondo intero dedicati al leggendario condottiero e sovrano.
Nel 2007, nell'ambito delle mostre sulla "Via della Seta" a Treviso le Poste italiane hanno realizzato un folder filatelico su "Gengis Khan e il Tesoro dei Mongoli"

 

[R. Marzola]

Numero di PosteNews Ottobre 2019

PosteNews nasce con la vocazione di raccontare l’identità e i valori di Poste Italiane. Una linea editoriale semplice e diretta per valorizzare persone e territorio. Un taglio moderno che focalizza il cambiamento dell’azienda sul versante della digitalizzazione. Nel numero di Ottobre vi è un'interessante articolo sulla fondazione proPosta:

- clicca qui per vedere la foto ad alta risoluzione; Di seguito il link per fare il download per il documento in pdf.

PosteNew Ottobre 2019
PosteNews_Articolo_fondazione_proPosta_o[...]
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ANNIVERSARI - L'Inventore della penna a sfera

 

Anniversari - Il 24 ottobre 1985 moriva a Buenos Aires László József Bíró inventore della penna a sfera a cui noi mancini siamo particolarmente debitori. Era nato a Budapest nel 1899.
É stato ricordato con emissioni filateliche da parte delle Poste ungheresi e argentine.


[Riccardo Marzola]

FERRARA NELLA FILATELIA

 

"Castello d'Este, in vano d'arpie vaticane fedato, abbassa i ponti, leva l'aquila bianca". Cosí Giosuè Carducci nella sua celebre poesia "Alla città di Ferrara".
Al castello estense di Ferrara anche le Poste, e non solo quelle italiane, hanno dedicato francobolli.
Ad esempio anche le Poste della Repubblica di S. Marino, uno come patrimonio dell'Unesco e un altro che riprende un noto dipinto "metafisico" di Giorgio De Chirico (1888 - 1978).
Un altro francobollo di Ferrara é quello emesso nel 1991 per le celebrazioni del 600^ anniversario della fondazione dell'Universitá. Un anno importante quello per la città che vide la visita non solo di Giovanni Paolo II (1920 - 2005) ma anche dell'Arciduca Otto Asburgo (1912 - 2011), europarlamentare, primogenito dell'ultimo Imperatore d'Austria ed erede dei titoli Estensi, che in quell'occasione venne insignito della laurea "honoris causa" in Legge dall'allora Rettore Prof. Antonio Rossi. 
Certamente inaspettata é invece Ferrara in un francobollo della Polonia dedicato all'astronomo e matematico polacco Niccoló Copernico (1473 - 1543) che nel 1503 ottenne proprio all'università di Ferrara la laurea in Diritto Canonico e divenne famoso per l'affermazione della teoria eliocentrica.
[Riccardo Marzola]

 

 

 

 

 

 

 

LA SAUNA

 

 

 

 

É proprio vero che la Sauna ("bastu" in talune lingue nordiche) sta alla Finlandia come ... la paprika all'Ungheria.
Una tradizione invero diffusa in tutto il mondo e celebrata anche da diverse emissioni filateliche da parte delle Poste finlandesi. La più recente una emissione congiunta con le Isole Åland. Interessante quella del 1949 che consta di quattro francobolli (al cui valore facciale era aggiunto un sovrapprezzo a favore della Croce Rossa) che rappresentano fasi del rituale della sauna, dalla preparazione dei "frustini" di betulla con cui viene stimolata la circolazione al bagno di calore nelle tipiche casette in legno, e infine il bagno freddo con il secchio o nel lago. Una tradizione menzionata fra l'altro nel Kalevala, il poema epico finlandese. Una saga alla quale pure sono stati dedicati dei francobolli.


[Riccardo Marzola]

La battaglia di Vienna (2^ parte)

 

Cappuccino & Brioche, dolce binomio da 336 anni. Entrambi nascono infatti in Austria all'indomani della storica battaglia di Vienna dell'11 settembre 1683, predicata da Marco d'Aviano (1631 - 1699) monaco cappuccino appunto, e condotta da Giovanni Sobieski che liberò la città dalla mezzaluna da cui la forma della brioche, ribattezzata dai francesi croissant (luna crescente). Al monaco cappuccino le Poste austriache hanno dedicato uno dei sei francobolli della serie "Catholikentag" emessi nel 1933 in occasione del 250^ anniversario della storica battaglia ?☕?
[Riccardo Marzola]

La Battaglia di Vienna (1^ parte)

 

Al nord la chiamiamo comunemente “brioche” al sud è meglio nota come “cornetto” ma dietro la nascita del “croissant” (dolce di origine austriaca) c’è una storia curiosa. La tipica forma a mezzaluna viene infatti correlata alla battaglia di Vienna del 1683 che pose fine all'assedio della città da parte dell'Impero ottomano. L'11 settembre (curiosa questa data eh?) Giovanni Sobieski, liberò la città dai musulmani. Per celebrare la vittoria i panettieri idearono un dolce a forma di mezzaluna (simbolo della bandiera turca) che ricordasse l'avvenimento. La nuova golosità venne chiamata  “kipferl”. Mangiando il kipferl simbolicamente si mangiava il turco. La specialità si diffuse in Italia specialmente in Veneto grazie agli intensi rapporti fra la Serenissima e la vicina Austria. Con il matrimonio tra l'austriaca Maria Antonietta e il futuro Luigi XVI si diffuse anche in Francia dove fu appunto ribattezzato "croissant" (mezzaluna crescente). ?

Alla storica battaglia di Vienna e al suo eroico protagonista le Poste polacche non potevano non dedicare diversi        francobolli???

 

[Riccardo Marzola]

SEDE VACANTE

 

Oggi parliamo di "Sede Vacante" nella Filatelia. Sí, perché ad ogni morte di Papa le Poste Vaticane emettono dei Francobolli con questa dicitura da utilizzare fino alla successiva "fumata bianca". Questi i francobolli degli ultimi 90 anni, cioé da quando, contestualmente ai Patti Lateranensi dell'11 Febbraio 1929, esistono le Poste Vaticane:
- 1939, anno della morte di Pio XI e della salita al soglio pontificio di Pio XII;
- 1958, morte di quest'ultimo ed elezione di Giovanni XXIII;
- 1963, morte di Giovanni XXIII ed elezione di Paolo VI;
- 1978, due sede vacanti per la morte a distanza di un mese di Paolo VI e di Giovanni Paolo I;

                                                                                                               - 2005, scomparsa di Giovanni Paolo II (i primi in €uro);

                                                                                                               - 2013, sede vacante anomala per le dimissioni di Benedetto XVI e l'elezione di 

                                                                                                                Francesco I.

                                                                                                                [Riccardo Marzola]

I "REMIGINI"


Chi ha superato gli "anta" ricorda che una volta le scuole iniziavano il 1^ ottobre, giorno di S. Remigio, da cui l'appellativo di "remigini" ai bambini nel primo giorno di scuola. Ma chi era S. Remigio? Era il longevo Vescovo di Reims, nato nel 437 e morto nel 533. Figura significativa nella storia avendo battezzato Clodoveo (466-511) primo Re cristano di Francia. La leggenda vuole che il santo abbia miracolosamente ricevuto dallo Spirito Santo sotto forma di colomba un'ampolla contenente il sacro crisma con il quale verranno "unti" tutti i Re di Francia nella cattedrale di Reims con un antico cerimoniale rimasto inalterato nei secoli. L'ampolla viene distrutta in spregio alla Tradizione nella piazza centrale di Reims durante i fermenti rivoluzionari il 3 ottobre 1793 da Philippe Rühl, deputato alla Convenzione del Basso Reno. Un francobollo del 1966, emesso per il 1500^ anniversario della nascita, raffigura S. Remigio mentre consacra Re Clodoveo della dinastia dei Merovingi.
[Riccardo Marzola]

SALA SCRITTURA

 

FERRARA, il Palazzo delle Poste (1930), la "Sala di Scrittura", retaggio di un tempo in cui si scriveva ancora e si aveva anche a cuore la calligrafia (dal greco καλòς calòs "bello" e γραφία graphìa "scrittura")


[Riccardo Marzola]

 

Centenario della nascita di Evita Peron (1919 - 1952)


Di umili origini, nel 1934, a soli 15 anni, si reca nella capitale Buenos Aires, dove inizia la carriera di attrice. Nel 1944 conosce il colonnello Juan Domingo Perón durante un evento di beneficenza per vittime di un terremoto. I due si sposano l'anno successivo. Nel 1946 il marito viene eletto Presidente dell'Argentina, divenendo artefice di una politica sociale e nazionalista a cui Eva contribuisce. Negli anni successivi la First Lady Evita, come viene affettuosamente chiamata dal suo popolo, diviene potente all'interno dei sindacati peronisti, perorando la causa dei diritti dei lavoratori e delle donne. Muore nel 1952 a soli 33 anni per un tumore. La sua figura, tuttora oggetto di venerazione popolare in Argentina è stata anche al centro di numerose celebrazioni postume e ampiamente celebrata nella Filatelia.


[Riccardo Marzola]

IL MITO PADANO E PAGANO DI FETONTE

Nella "Bassa Padana" dove sono nato, l'antichitá classica non ha lasciato monumenti ma è nondimeno presente nelle sue espressioni mitopoietiche. A Ferrara accanto all'acquedotto realizzato nel 1932 sorge un monumento al Dio Eridano (il Po). A qualche miglio più a nord, a Francolino (FE) e a Crespino (RO) vi sono invece le piazze dedicate a Fetonte.
Le diverse versioni concordano nel riferire che il Dio Sole cede alle insistenze del figlio Fetonte che, appoggiato dalla madre, chiede di poter guidare il carro del Sole. Privo dell'esperienza e della forza necessaria per controllare lo slancio dei quattro focosissimi cavalli si lascia trascinare prima troppo in alto da far rabbrividire tutti i mortali, poi troppo in basso da inaridire la terra. Allora il padre per impedire guai peggiori è costretto a folgorare il figlio che precipita nell'Eridano (antico nome del Po). Le figlie Eliadi, sue inconsolabili sorelle, vengono trasformate in pioppi e le loro lacrime mutate in ambra.
Se, come ha scritto Alain de Benoist, dobbiamo imparare a trarre insegnamenti dai miti della nostra tradizione, c'è da chiedersi cosa hanno voluto dirci i nostri padri attraverso il mito di Fetonte. Forse di non cedere mai ai capricci dei figli ascoltando i consigli delle donne? ☺

Nelle immagini: stucco riproducente Fetonte sul carro di Elio nel Palazzo delle Poste di Ferrara e l'Acquedotto.

 

[Riccardo Marzola]

LA BEVANDA DEGLI DEI
Al via oggi l'Oktoberfest la tradizionale festa della birra che dal 1810 si svolge ogni anno a Monaco di Baviera e che conta milioni di visitatori da tutta Europa e milioni di litri della dorata "bevanda degli Dei" gustata nei tipici bicchieri di vetro o nei tradizionali boccali. Forse non tutti sanno che l'epiteto scherzoso di "crucchi" attribuito ai tedeschi deriva dalla parola "krug" che significa appunto boccale.
Numerose sono state le emissioni filateliche in molti paesi sul tema della birra. In allegato due francobolli entrambi della Deutsche Post. Il primo del 2010 emesso per celebrare i 200 anni dell'Oktoberfest e il secondo con la singolare forma di bicchiere del 2016 emesso per i 500 anni del "Reinheisgebot" il decreto sulla purezza della birra promulgato da Guglielmo IV di Baviera nel 1516 e ancora oggi in uso. Oggi é anche il giorno dell'equinozio d'autunno.

Ein Prosit quindi alla fine di questa calda estate! ??
                                                 [Riccardo Marzola]

OMAGGIO A VIRGILIO

Il 21 settembre dell'anno 19 a. C. muore a Brindisi VIRGILIO autore dell'ENEIDE poema epico e Antico Testamento dei popoli italici. Nella foto il monumento a Mantova sua città natale. Il poeta é stato celebrato dalle Poste con un'emissione multipla con le sue opere nel 1930 per il bimillenario della sua nascita, e nel 1981 a 2000 anni dalla morte di cui ricorre oggi l'anniversario. Il suo profilo compare inoltre in un francobollo del 2016 emesso per Mantova capitale della Cultura.
[Riccardo Marzola]

FAMOSO PER NON AVER VINTO

Il 24 luglio 1908 il carpigiano Dorando Pietri (1885 - 1942) vince la Maratona di Londra ma viene squalificato. É noto per il drammatico epilogo della Maratona ai Giochi olimpici di Londra perché taglia per primo il traguardo, sorretto dai giudici di gara che lo soccorrono dopo averlo visto barcollare stremato dalla fatica. A causa di quell'aiuto viene appunto squalificato perdendo cosí l'oro, ma le immagini e il racconto del suo arrivo fanno il giro del mondo e lo consegnano alla storia dell'atletica leggera. Nel 2008, in occasione del centenario dell'evento le Poste italiane gli hanno dedicato un francobollo e un annullo filatelico a Carpi che lo ricorda anche con un monumento sempre di corsa e in pantaloncini corti ... anche con la neve.
[Riccardo Marzola]

QUELLA DIRITTA VIA NELLA FILATELIA

Una linea retta congiunge tre santuari dedicati a S. Michele Arcangelo ovvero Mont Saint Michel, in Normandia, la Sacra di San Michele, in Val di Susa e Monte Sant'Angelo nel Gargano. Un’altra caratteristica di questa linea è il suo perfetto allineamento con il tramonto del Sole nel giorno del Solstizio d’Estate. Tre santuari, peraltro alla stessa distanza l'uno dall'altro, ai quali sono state dedicate diverse emissioni filateliche. Ma le curiosità non finiscono qui. Quella del "Principe delle milizie celesti" è una figura che rimanda invero a religioni ben più antiche del cristianesimo. Insomma un adattamento in forme nuove di un principio manifestatosi in tradizioni precristiane. Diverse sarebbero infatti le corrispondenze fra questo guerriero celeste e antiche divinità come Apollo e Beleno (divinità solare celtica) padre del Dio silvestre "Gargan". Curioso che proprio nel Gargano sorga un celebre santuario dedicato a S. Michele e che Mont Saint Michel, il corrispondente santuario in Normandia, fu un tempo luogo sacro ai druidi con il nome di Mont-Belen (Beleno appunto, l'Apollo dei Galli). 
A S. Michele Arcangelo, patrono fra gli altri della Polizia, nel 1954, in occasione dell'Assemblea Generale dell'Interpol a Roma, le Poste dedicano due bei francobolli che riprendono un celebre quadro del Seicento del celebre pittore bolognese Guido Reni (1575-1642) custodito a Roma nella Chiesa dei Cappuccini
[Riccardo Marzola]

PRIMO AGOSTO

Il 1^ agosto nel calendario celtico è la festa di Lughnasadh (Lammas day in Inghilterra) dedicata a Lugh figlio del Sole e Dio della Luce una delle cui raffigurazioni era il grano. La ricorrenza, a metá strada fra il solstizio d'estate e l'equinozio di autunno, è appunto una festa del ringraziamento per il pane che rappresenta il primo frutto del raccolto. Al Dio Lugh sono fra l'altro riconducibili numerosi toponimi. E a questa festività le Poste inglesi hanno dedicato anche un francobollo

 

Giovannino Guareschi
(Fontanelle 1 maggio 1908 - Cervia 22 luglio 1968).
Il 22 luglio 1968 quando morì l'Unità (organo del PCI) scrisse "morto lo scrittore mai nato". Questi erano i comunisti italiani, forse indispettiti per aver affollato le sue vignette del "Candido" e del "Borghese". Ma dove altro poteva metterli quei "trinariciuti" che credevano alla favola del paradiso sovietico?
A Giovannino Guareschi le Poste italiane hanno dedicato due francobolli, nel 2008 e nel 2018 rispettivamente nel 100^ anniversario della nascita e nel 50^ anniversario della morte.

 

[Riccardo Marzola]

TELEGRAMMA DI GARIBALDI

A Bezzecca (TN) una piazza é intitolata al celebre telegramma scritto da Garibaldi, capo del corpo dei volontari Cacciatori delle Alpi, il 9 agosto 1866, in risposta al generale Alfonso La Marmora, che gli aveva intimato di fermare la sua inarrestabile avanzata verso Trento contro gli austriaci nella terza guerra di indipendenza. L'illustre collega telegrafista rispondeva al nome di Respicio Olmeda Bilancioni da S. Giovanni in Marignano, paese del riminese che gli ha dedicato una lapide.

[Riccardo Marzola]

ANNIVERSARI

15 luglio 1933: Trasvolata Atlantica di Italo Balbo. Dopo aver sorvolato i grattacieli di Chicago, la Squadra ammara sul lago Michigan, accolta dalla popolazione festante. Dopo tre giorni di sosta la formazione si trasferisce a New York dove gli aviatori italiani sono ricevuti in maniera trionfale dalla popolazione locale.

Dal 1º luglio al 12 agosto del 1933 Balbo guidò la trasvolata di venticinque idrovolanti partiti da Orbetello verso il Canada e con destinazione finale gli Stati Uniti.
La traversata di andata approdò in Islanda, proseguendo poi verso le coste del Labrador. Il governatore dell'Illinois, il sindaco e la città di Chicago riservarono ai trasvolatori un'accoglienza trionfale. Venne annunciato che la giornata del 15 luglio era stata proclamata "Italo Balbo's day" e che la settima strada, in prossimità del lago Michigan, sarebbe stata rinominata "Balbo Avenue"lo stesso fece New York.

[Riccardo Marzola]

UN UFFICIO POSTALE IN RIVA AL FIUME PIÙ CORTO DEL MONDO

Sulla Strada Gardesana a 4 km da Malcesine sorge Cassone, un pittoresco borgo sul Lago che riserva molte curiosità. Di un certo interesse ad esempio le due chiese, quella più antica di cui si hanno notizie fin dal 1491 e la parrocchia ultimata nel 1761 intitolata ai santi Benigno e Caro che furono eremiti sul Monte Baldo fra l'VIII e il IX secolo. La chiesa di Cassone fu immortalata in un dipinto del celebre pittore viennese Gustav Klimt (1862 - 1918) in vacanza sul Garda nel 1913. Si è anche congetturato che Klimt avesse ritratto Cassone e Malcesine con l'ausilio di un cannocchiale collocato a Tremosine sulla riva opposta del Lago. Cassone aveva in passato anche due mulini uno azionato dal "pelèr", il vento che soffia impetuoso da nord, e l'altro che si muoveva grazie alle acque del fiume Aril, un corso d'acqua che rappresenta la maggior curiosità del paese. L'Aril con i suoi 175 metri di lunghezza è infatti il fiume più corto del mondo. E proprio in riva all'Aril è attivo un piccolo Ufficio Postale al servizio degli abitanti e dei turisti. Mi piace concludere questa breve nota con la cartolina da Malcesine che Klimt scrisse alla sorella. L'immagine è riportata nel libro di Paolo Boccafoglio "Malcesine fra turismo e cultura" edito dal Comune nel quale l'autore ci aiuta anche a decifrare il testo della cartolina: <<Malcesine mercoledì 10 settembre 1913. Partenza da qui - leggera pioggia (eccezionalmente) - Tutto bene - Pauline ed Helene sono a Parigi - Ora si va prima in Tirolo. Tanti saluti, Gustav>>
Bello quando si scrivevano ancora cartoline!
[Riccardo Marzola]

Il giorno più bello è il Venerdì

Forse perchè è un prefestivo o forse perchè consacrato alla dea della bellezza "Venere" nel pantheon romano, "Afrodite" nell'Olimpo greco e "Freyja" nella mitologia nordica (da cui Friday, venerdì appunto). Forse non tutti sanno che quest'ultima viene tradizionalmente rappresentata su un carro trascinato da gatti. E a Freyja le Poste Svedesi hanno dedicato questo francobollo.

 

 

 

 

Al grande Carlo Pedersoli, in arte BUD SPENCER, le Poste tedesche hanno dedicato una serie di francobolli riconoscendone l'importanza. Figlio di uno dei più affermati produttori cinematografici italiani, Bud inizialmente non è interessato al cinema. Firma invece un contratto con la casa musicale RCA e compone canzoni popolari per cantanti italiani. Dopo a seguito della nascita dei due figli si lancia con successo nel mondo cinematografico.

 

 

 

 

Adriano Olivetti

 

Fece nascere il settore dell'elettronica in Italia, con la costruzione dell'Elea 9003 

La storia di Olivetti e dell'azienda,  Il video su Olivetti: imprenditore pericoloso

 

La ricerca della bellezza fu un elemento fondamentale della sua filosofia applicata  all'ideazione dei prodotti e alla costruzione di ambienti e  stabilimenti,  tramite  famosi architetti e designer come nello Lo showroom Olivetti a New York 

 

Olivetti l'evoluzione culturale

un viaggio nella città industriale di Ivrea, candidata a diventare patrimonio Unesco.

 

 

Il folder dei 90 anni di Mickey Mouse

 

Le vignette ripercorrono numerosi capitoli delle avventure di Topolino dal suo debutto nel gennaio 1928 fino ad oggi. Il folder filatelico è stato presentato alla Casa del Cinema di Roma alla presenza di un ospite d'onore, il disegnatore Giorgio Cavazzano

 

 

 

Enigma

 

La macchina per cifrare "Enigma" utilizzata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale.

Nel museo è presente uno degli esemplari a 3 rotori.

 

Come dalle ceneri dell'araba fenice

 

 

Quando visiti un museo sei "colpito" dagli oggetti esposti, oggetti che ormai non hanno più un'anima, non sono più in vita. Il loro scopo è quello di farci ricordare un passato su cui poi è stato possibile creare un futuro. Come dalle ceneri dell'araba fenice, non ti aspetti di vedere, come oggi sta accadendo, che il maestoso motore della Posta Pneumatica presente nelle sale del Museo Storico della Comunicazione possa rinascere. 

 

 

Antonio Meucci

 

II monumento a destra è stato eretto di fronte al Garibaldi-Meucci Museum che ha ospitato Antonio Meucci dal 1850 fino alla sua morte nel 1889. Questa casa a Staten Island non è stata solo la casa in esilio per il grande Giuseppe Garibaldi, ma anche il luogo dove l’immigrato italiano di nome Antonio Meucci  ha messo a punto la sua invenzione, il telefono. L'ex casa di Meucci è oggi un museo situato a 420 Tompkins Avenue, a metà strada tra il traghetto di Staten Island e il Ponte di Verrazano Narrows.

 

 I Tasso

 

A questa famiglia è dovuto il primo modello di organizzazione postale internazionale,  ripercorriamo la lora storia in un libro

I Tasso–Maestri della Posta Imperiale a Venezia“  che è  anche l’occasione per visitare il Museo dei Tasso e della Storia Postale di Camerata Cornello (BG)

 

 

Foglietto Erinnofilo

 

La Fondazione, per celebrare il suo primo anno di attività, ha realizzato un foglietto erinnofilo stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Il foglietto viene rilasciato a tutti gli iscritti alla Fondazione. Il contributo per l'iscrizione è di €. 20,00.

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