fondazione proPosta
fondazione proPosta

 

 

CONTATTACI

La fondazione proPosta valorizza e divulga i contributi di tutte le persone interessate alla ricerca e all'invenzioni appassionate che con i loro progetti connettono il sapere dell'esperienza alle sfide di un mondo un rapido cambiamento.Questo gruppo di persone merita di trovare la casa dove si trovano tutti i potenziali ricercatori ed inventori che pur continuando le proprie attività vogliono realizzare le proprie attitudini.

Se sei interessato clicca QUI

SAN ANTONIO DA PADOVA

Fernando Martins de Bulhões (discendente di Goffredo di Buglione) nato a Lisbona il 15 agosto 1195 e morto a Padova il 13 giugno 1231 è meglio noto come S. Antonio da Padova ma anche come S. Antonio da Lisbona. Nel 1195, in occasione dell'8° centenario della nascita, viene fatta una emissione filatelica congiunta da parte delle Poste italiane e portoghesi di due francobolli dedicati al santo che viene celebrato il 13 giugno. Lo stesso anno un francobollo identico viene stampato anche in Brasile del quale S. Antonio è patrono nazionale.

 

Giornata Mondiale dell’Ambiente
5 Giugno 2021
Sabato 5 giugno si è svolta online la Giornata Mondiale dell’Ambiente, organizzata dall’associazione culturale Territori in collaborazione con More News, che ha visto protagonista la Fondazione Sorella Natura e Amici del Creato, realtà che testimonia e promuove ogni giorno con il proprio lavoro e quello dei propri associati i principi base per lo sviluppo della cultura e dell’educazione ambientale, ispirandosi al messaggio di San Francesco d’Assisi.

Una serie di incontri che sono andati oltre i classici slogan sull’ambiente e che hanno presentato progetti e azioni concrete che, come sottolineato dal Prof. Cotana - Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Sorella Natura e Professore Ordinario di Fisica Tecnica Industriale presso l’Università degli Studi di Perugia - attraverso la scienza e la tecnologia possono contribuire al ripristino degli ecosistemi favorendo il passaggio ad un’economia circolare e pulita.

Il Prof. Cotana ha definito apprezzabili tutte le azioni, anche le più piccole, come quelle di pulizia di parchi e giardini dalle plastiche e dai rifiuti, ma abbracciare la sostenibilità significa migliorare realmente la qualità della vita delle persone sfruttando tutte le opportunità che la tecnologia e l'innovazione mettono a nostra disposizione per dare un nuovo impulso all’economia, migliorare la salute e la qualità della vita delle persone e tutelare la natura.

Gli incontri hanno visto la partecipazione di ospiti di primaria importanza tra cui il Vescovo di Assisi, Mons. Domenico

                http://www.giornatamondialeambiente.com                                            Sorrentino, il Generale Francesco Benedetto, la Prof.ssa Beatrice Castellani del CIRIAF, il Chief Innovation Officer della

                                                                                                                                Fondazione proPosta, Dott. Dario Biggi ed il Magnifico Rettore del Politecnico di Torino, Prof. Guido Saracco.

                        LINK AL VIDEO

 

FONDAZIONE DI ROMA

 

"Oh sole fonte di vita, che con il carro splendente mostri e nascondi il giorno, e che sempre vecchio e nuovo risorgi, che tu non possa mai vedere nulla di più grande della città di Roma" (Orazio "Carmen Sæculare).
Ricorre oggi l'anniversario della Fondazione di Roma (753 a. C.), un evento celebrato anche dalle Poste con una emissione nel 1997. Ma la mitica lupa romana campeggia in molti francobolli italiani (e non solo) del secolo scorso.
BUON 21 APRILE MMDCCLXXIV AB URBE CONDITA!
[Riccardo Marzola]

ANNIVERSARI - Il 16 aprile 879 muore Rurik, condottiero norreno fondatore (nell'862) della Rus' di Kiev, il primo e più antico regno slavo, e capostipite della dinastia dei Rurikidi. Al leggendario condottiero le Poste russe hanno dedicato più di un francobollo.
[Riccardo Marzola]

GIOVANNI GENTILE

 

Il 15 Aprile 1944 veniva assassinato Giovanni Gentile (1875 - 1944). Nella seconda immagine il francobollo emesso dalle Poste italiane nel 50° anniversario della morte.
[Riccardo Marzola]

Mezzi postali del '900

 

Mezzi postali, a 3 e 4 ruote, all'ufficio di Milano Ferrovia negli anni '50. Nella prima foto gli Ape della Innocenti di Lambrate. Nella seconda invece le Fiat 500 "Topolino" allineate in Via Ferrante Aporti di fianco alla Stazione Centrale.
Le altre quattro immagini, molto suggestive, sono nella Roma di inizio '900.
[Riccardo Marzola]

Le Poste anche negli angoli piú sperduti del mondo

 

Un ufficio postale anche alla fine del mondo: Baia Ensenada nella Terra del Fuoco, all'estremo sud dell'Argentina, nella prima immagine allegata.
Nella seconda immagine invece, se non si è capito, siamo nel Far West più esattamente l'ufficio postale di Oatman in Arizona, davvero pittoresco!
Ad Ochopee in Florida si trova infine l'ufficio postale più piccolo degli Stati Uniti, e forse del mondo. La terza ed ultima immagine credo renda l'idea.
[Riccardo Marzola]

LE POSTE NEL MONDO

 

Bastorf sul Mar Baltico è famosa per il suo Faro, anche perché c'è solo quello, che è stato celebrato con un francobollo e un annullo filatelico. Il servizio postale è comunque garantito da un ufficio mobile della Deusche Post proprio ai piedi del Faro.
[Riccardo Marzola]

Il 5 Aprile 1817, Karl Von Drais inventa la prima bicicletta. Il prototipo in legno di 22 kg non possiede pedali e freni e viene usato puntando i piedi a terra. In seguito il modello del barone Drais viene perfezionato e aggiunto uno sterzo in ottone, un freno posteriore ed il 12 Giugno del 1817 percorre la distanza di 13 chilometri in un'ora. La bicicletta ancora non ha i pedali ed il suo movimento è garantito dalla spinta dei piedi al suolo. I pedali saranno aggiunti solo 40 anni dopo.
Il bicentanario del primo velocipide (nel 2017) è stato celebrato dalle Poste tedesche con l'emissione di un francobollo. Ma direi che le Poste di tutto il mondo sono debitrici nei confronti dell'inventore della bicicletta che ormai da tempo immemorabile rientra fra i mezzi di trasporto dei portalettere
[Riccardo Marzola]

"Una Montagna di Francobolli" è il titolo di un libro, edito nel 1998, gradito omaggio di un cliente dello sportello filatelico di Carpi. La Montagna in questione è il Monte Titano ovvero la Repubblica di S. Marino la cui produzione filatelica è davvero straordinaria sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. L'opera porta nientemeno che la prefazione dell'allora Direttore Generale dell'Unione Postale Universale Thomas E. Leavey. Nelle sue 364 pagine l'autrice M. Antonietta Bonelli passa in rassegna ai francobolli emessi dal 1877 al 1998. Numerosissimi e riprodotti fedelmente a colori nella seconda parte dell'opera.
I francobolli sono qualcosa di più di "piccoli rettangoli di carta filigranata per l'affrancatura della corrispondenza", sono veicoli di cultura e, nel caso specifico, hanno contribuito a far conoscere un piccolissimo Stato come la Repubblica di S. Marino al mondo intero.
[Riccardo Marzola]

1600 compleanno della Serenissima
Sono davvero molte le ricorrenze importanti di oggi 25 marzo. Una di queste il 1600° compleanno della Serenissima. Difficile enumerare tutti i francobolli dedicati alla città lagunare che hanno impreziosito nel tempi le nostre collezioni.
[Riccardo Marzola]

Si celebra oggi 25 Marzo il "Dantedì" nel 700° anniversario della morte di Dante Alighieri (Firenze 1265 - Ravenna 1321). Il mausoleo del Divino Poeta a Ravenna è ancora oggi meta di pellegrinaggi. Durante la seconda guerra mondiale i resti di Dante vengono tumulati fra la vegetazione a pochi passi dal tempietto al riparo dai bombardamenti (il punto è contrassegnato da una lapide).
Il Divino Poeta è stato più volte celebrato dalle Poste, e non soltanto italiane, attraverso emissioni filateliche.
[Riccardo Marzolla]

Champion of Liberty

 

Fra il 1957 e il 1961 le Poste statunitensi hanno emesso diversi francobolli (da 4 e da 8 centesimi) della serie Champions of Liberty fra i quali, nel 1960, due su Garibaldi.
https://www.stamp-collecting-world.com/championofliberty.html

 

A Milano la prima "Statua della Libertà"

 

Donata dalla Francia agli Stati Uniti e inaugurata a New York nel 1886, la "Statua della Libertà" è diventata subito il principale simbolo dell'America.
Non tutti sanno però che l'autore dell'opera, lo scultore francese Frédéric-Auguste Bartholdi (1834-1904) si ispirò, fra le altre cose, alla "Legge Nuova", una statua di Camillo Pacetti del 1810 ubicata sulla facciata del duomo di Milano straordinariamente simile al celebre monumento d'oltreoceano.
Un opera che campeggia in numerosissimi francobolli statunitensi, francesi e di molti altri paesi del mondo.
[Riccardo Marzóla]

Il "Fuorisacco" era un servizio di inoltro della corrispondenza al di fuori dei dispacci postali. Ne esistevano due tipologie: quello per le utenze private che, oltre alla normale tariffa, doveva corrispondere l'importo del servizio accessorio di Espresso, e quello per i giornali senza il pagamento della sovrattassa ma subordinato ad una autorizzazione da parte dell'Amministrazione postale e doveva attenersi a determinate modalità di presentazione. Per la spedizione dei plichi era infatti necessario utilizzare delle buste regolarmente affrancate con stampata la dicitura "Fuorisacco" ed il nome del giornale (in allegato un paio di esempi). Le buste venivano consegnate all'ufficio di Poste Ferrovia o direttamente al Messaggere postale e, dopo il trasporto fuori sacco, ritirate alla Stazione di destinazione dall'incaricato del giornale. Il tutto al di fuori dei normali circuiti. I giornali, che da sempre lottavano contro il tempo, si garantivano così un servizio piú celere dietro pagamento dell'affrancatura ordinaria. Del resto, le Poste intervenivano soltanto per il trasporto sul loro ufficio viaggiante, da una stazione ferroviaria all'altra.
[R.Marzola]

Oggi ricorre il 160° anniversario dell'Unità d'Italia (17 Marzo 1861). Unità invero incompleta: il Veneto e Mantova entrano a far parte del Regno d'Italia nel 1866, dopo la 3° guerra d'indipendenza, Roma e il Lazio nel 1870 dopo la Breccia di Porta Pia, ed infine Trento e Trieste nel 1918 con la fine della 1° guerra mondiale. L'anno seguente (1862) le amministrazioni postali preunitarie cedono il posto alle Regie Poste la cui storia si intreccia strettamente alla storia del paese.
Naturale quindi che gli anniversari "tondi" vedano le Poste in prima linea nelle celebrazioni. Notevoli le emissioni filateliche del 1911 e del 1961 in occasione rispettivamente del cinquantesimo e del centesimo anniversario nonché quelle più recenti del 2011 anno del centocinquantesimo. Le iconografie rispecchiano le rispettive epoche. Se i 4 francobolli del 1911 si richiamano esplicitamente alla tradizione classica e al mito di Roma antica, i 6 francobolli del 1961 raffigurano invece edifici della "Nuova Italia". Vivace infine l'attività nel 2011 in margine alle celebrazioni del 150° anniversario. Diversi i francobolli e foglietti, raccolti anche in eleganti folder. Qui il tema è il Risorgimento coi suoi protagonisti e fatti d'arme che hanno condotto all'indipendenza e all'unità nazionale.
[Riccardo Marzola]

La festa di S. Patrizio (in irlandese: Lá Fhéile Pádraig, in inglese: St. Patrick's Day) si celebra il 17 marzo in onore del santo patrono dell'Irlanda vissuto nel V secolo d. C. La ricorrenza viene celebrata anche in altri paesi del mondo specie in quelli che hanno avuto una massiccia immigrazione irlandese. Caratteristiche della festa sono anche le popolari sfilate per le strade di Dublino, New York, Chicago e Boston.
Davvero numerose anche le emissioni filateliche in particolare da parte delle Poste irlandesi e statunitensi. Eccone alcune ... ☘️??
[Riccardo Marzola]

I GATTI

 

Agli inizi del 2000 il logo delle Poste promuove l'Italia e i paesaggi italiani da nord a sud, campeggiano negli uffici postali, sulla modulistica, sugli automezzi, etc.
Il primo della serie era Stintino in Sardegna noto anche come il paese dei gatti. Ma pare che i nostri amici a 4 zampe a nessuna latitudine disdegnino gli uffici postali.
[Riccardo Marzola]

 L'EPOPEA DEL PONY EXPRESS

«Ecco che arriva! In fondo alla piatta e sterminata distesa della prateria si materializza contro il cielo un puntino che avanza verso di noi ad andatura travolgente. Si levano grida, acclamazioni, e poi cavallo e cavaliere sfrecciano davanti ai nostri volti eccitati e si allontanano come una sorta di uragano in miniatura». Così lo scrittore Mark Twain, in viaggio nel West, raccontava il passaggio di un corriere del "Pony Express".
Il​ Pony Express​ è un servizio di​ posta prioritaria​ che attraversa il​ Nord America​ da​ St. Joseph (Missouri), a​ Sacramento (California), dall'aprile 1860 all'ottobre 1861. Il leggendario servizio nei suoi quasi diciannove mesi di vita vanta il primato di servizio postale più veloce del West. Poi la leggenda viene soppiantata dalla tecnologia, quando l’ultimo traliccio telegrafico collega gli Stati Uniti da costa a costa. Il Percorso storico conta 190 stazioni ad intervalli di ca. 16 chilometri lungo tutto il tragitto di circa 3000​ km.
16​ km sono, all'incirca, la massima distanza che un cavallo possa fare al galoppo. Il cavaliere sostituisce il cavallo ad ogni stazione, portando con sé il sacco con le lettere, chiamato​ "mochila". Il cavallo deve sopportare, oltre al peso del​ mochila, quello del materiale necessario al viaggio e il peso del cavaliere. Questi ultimi si danno il cambio ogni 120-160​ km e con sé portavano gli oggetti che reputavano necessari per il viaggio. Tra questi una borraccia d'acqua, una​ Bibbia, un corno per avvertire i responsabili delle stazioni di preparare un cavallo, una pistola e a loro discrezione un'altra pistola o un fucile. Il servizio è in funzione giorno e notte tutto l'anno e i cavalieri ricevevano 25 $​ a settimana per il loro lavoro. Finita la guerra di secessione, dal​ 1866​ al​ 1890, il logo della Pony

                                                                                                            Express viene usato dalla​ Wells Fargo, che fornisce servizi di posta e trasporto merci. Attualmente lo​ United States Postal Service​

                                                                                                            (USPS) utilizza il nome "Pony Express" per il servizio postale negli​ Stati Uniti.
                                                                                                            Un'epopea che è stata oggetto di emissioni filateliche in America e persino alle Maldive e che ha ispirato film e fumetti.
                                                                                                            (Tratto in parte da Wikipedia) 

                                                                                                            [Riccardo Fiamma]

Pubblichiamo su gentile concessione di Poste Italiane i due articoli usciti su Poste News riguardo al tema "Il valore delle donne di Poste durante la Prima Guerra Mondiale"

FRECCE TRICOLORI

 

60° candelina per la Pattuglia Acrobatica Nazionale, la cui data di nascita ufficiale è il 1° marzo 1961. Le gloriose Frecce Tricolori sono state celebrate più volte dalle Poste Italiane con francobolli e folder filatelici.

[Riccardo Marzola]

CORALIT

Nel 1944, nei territori della Repubblica Sociale Italiana il servizio postale civile si svolge in modo (quasi) regolare nei centri abitati mentre, a causa della guerra, si rivela piuttosto difficoltoso altrove. L'aviazione avversaria colpisce infatti quotidiananente i colleganenti ferroviari, stradali e ogni veicolo in movimento.
Per sopperire alla paralisi dei trasporti e garantire le necessarie comunicazioni vengono organizzati dei servizi di staffetta ciclistica.
Sull'esempio di questi, il 26 febbraio 1945 viene  costituita dal Ministero delle Comunicazioni della RSI la società "CORALIT" (acronimo di Corriere Alta Italia) autorizzata ad effettuare il trasporto della corrispondenza per mezzo di "corrieri ciclisti".
La Coralit collega inizialmente Venezia, Treviso, Padova, Vicenza e Verona ma, constatata la funzionalità e la forte richiesta del pubblico, il servizio viene presto potenziato ed esteso alle località sull'asse stradale Torino - Trieste con sedi nelle principali città della Valle Padana: Torino, Vercelli, Novara, Milano, Bergamo, Brescia, Ferrara, Rovigo, Venezia, (con le già citate Treviso, Padova, Verona e Vicenza) e Trieste. L'asse viario, come le antiche "strade postali", viene suddiviso in stazioni di scambio della corrispondenza fra le staffette che percorrono il tragitto in bicicletta. La tariffa che l'utente paga alla Coralit comprende oltre all'affrancatura semplice da bollare in ufficio postale di partenza, il trasporto a mezzo ciclista fino all'ufficio postale più vicino alla destinazione e il costo dell'eventuale servizio accessorio di raccomandazione. L'agenzia Coralit affranca l'invio sul retro con un suo "francobollo" (£ire 14 ogni 10 gr.) e sul fronte coi francobolli necessari al servizio postale richiesto.
Dopo il trasporto nella località di arrivo, lo consegna all'ufficio postale locale dove viene bollato, censurato e consegnato a destino

                                                                                                             dal servizio postale. Con la fine della guerra e la normalizzazione del trasporto postale La Coralit cessa il servizio (ufficialmente il

                                                                                                             30 Giugno 1945).

                                                                                                            [Riccardo Marzola]

FERNANDEL 

 

Esattamente 50 anni fa moriva Fernand Joseph Désiré Contandin, in arte FERNANDEL (Marsiglia, 8 Maggio 1903 - Parigi, 26 Febbraio 1971) senza riuscire a terminare il sesto film della saga guareschiana di don Camillo (pellicola incompiuta avvolta nel mistero). Al grande attore sono stati dedicati questi francobolli dalle Poste francesi (nel 1994 nell'ambito di una emissione filatelica dedicata al Cinema) da quelle del Lussemburgo nel 2016 e, fuori dai confini europei, dall'Emirato di Fujaira.


[Riccardo Marzóla]

 

PANDEMIA COVID 19

 

Da un anno il Covid19 è sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo e numerose sono state le emissioni filateliche su questo tema ancora di drammatica attualità. Difficile elencarle tutte. Degna di nota certamente la serie delle Poste francesi "Les héros du Covid": dodici francobolli raffiguranti altrettanti mestieri in prima linea fin dall'inizio dell'emergenza sanitaria. I primi due ad esempio raffigurano il portalettere e lo sportellista. 
In allegato una rassegna, certamente incompleta, di emissioni anche di altri paesi.?

 

CURIOSITÀ - La prima uscita pubblica di Sandra Mondaini, di cui ricorre quest'anno il 10° anniversario della scomparsa, è questa emissione erinnofila (chiudi lettera) del 1933 dedicata alla lotta contro la tubercolosi.

 

Dopo l'elegante emissione erinnofila (chiudilettera) del 2018 è uscito il francobollo celebrativo dei 300 anni dello storico Caffè Florian di Venezia ☕?

 

IV NOVEMBRE

 

Il IV Novembre rientra oggi fra le "festività soppresse" ció nondimeno si celebra la Giornata delle Forze Armate nell'Anniversario della Vittoria della Grande Guerra con la quale si é concluso il cammino di Unitá e Indipendenza nazionale iniziato a metá del XIX secolo. É stato scritto da più parti quanto le Poste siano state protagoniste di quelle pagine della nostra storia. E. A. Mario, pseudonimo di Giovanni Ermete Gaeta (1884 - 1961) autore della "Leggenda del Piave" era ad esempio un impiegato delle Poste di Napoli. In allegato la celebre canzone patriottica abbozzata su un modulo dell'ufficio. Ma le Poste, sul Piave e fra le trincee del Carso, hanno dato ben più di un contributo canoro alla Patria. É stato stimato che durante gli oltre 3 anni di guerra, siano state spedite milioni di lettere e cartoline. Ogni lettera é attesa con ansia. Nel suo italiano sgrammaticato un contadino divenuto soldato scrive: "ti racomando di scrivermi spesso, e anche tutti i giorni perché din questi posti non si desidera altro che notissie di famiglia". Non diverso il sentimento dello scrittore Ardengo Soffici: "É arrivata la posta! Se le amiche, gli amici potessero immaginare il piacere di ricevere un saluto, una notizia qui! Chi non é stato per giorni e giorni cosí faccia a faccia con la morte, non potrà mai capire la dolcezza di una parola d'amore che arriva da lontano". Al fronte le Poste utilizzano uffici postali da campo dotati di attrezzature essenziali per potersi muovere al seguito delle truppe a dorso dei muli.
Nelle altre immagini l'arrivo della posta, un ufficio da campo e la lapide ai caduti postelegrafonici ferraresi nella Grande Guerra. ???

 

[Riccardo Marzola]

 

LA CRAVATTA


Le origini della cravatta odierna risalgono alla Guerra dei Trent'anni (XVII secolo) quando i mercenari croati in servizio in Francia, indossando i loro tradizionali foulard annodati, suscitano l'interesse dei parigini e attraverso una piccola variazione semantica "croate" diviene "cravate".
Questo accessorio di abbigliamento si sviluppa presto in tutta Europa fino a diventare quello che oggi é un simbolo dell'eleganza maschile.
E la cravatta ha addirittura il suo giorno celebrativo che si festeggia ogni anno dal 2003 il 18 di Ottobre.
Di cravatte ne esistono di ogni forma e dimensione. Quella più grande del mondo viene annodata "al collo" dell'arena romana di Pola per iniziativa della "Academia Cravatica" in occasione del primo "Cravatta Day". Un guinnes dei primati a tutt'oggi imbattuto: é lunga infatti 808 metri e larga 25!
E alla cravatta non poteva non essere dedicata anche una emissione filatelica da parte delle Poste croate (anno 1995).
Bene, é ora di andare in ufficio, in giacca ... e cravatta naturalmente ?
[Riccardo Marzola]

IRLANDA

 

Sono appena tornato da un viaggio in Irlanda. Le Poste Centrali di Dublino meritavano uno scatto, e anche qualche Ufficio Postale minore.
Interessanti le emissioni filateliche che spesso riprendono gli antichi simboli della storia irlandese. E non potevano certo mancare quelli dedicati ad Arthur Guinness (1725 - 1803) fondatore della celebre birra apprezzata in tutto il mondo?
[Riccardo Marzola]

 

 

 

KNEIPP

 

"Alles was wir brauchen, um gesund zu bleiben, hat uns die Natur reichlich geschenkt"
(La natura ci regala in abbondanza tutto ciò di cui abbiamo bisogno per restare in salute)

SEBASTIAN KNEIPP (Stephansried, 17 maggio 1821 – Bad Wörishofen, 17 giugno 1897) è stato un religioso tedesco, cui si deve la scoperta dell'idroterapia ampiamente praticata oggi in ogni centro termale e nelle "S.P.A." (acronimo di Salus per Aquam). È noto ad esempio il percorso Kneipp a piedi nudi sui sassi alternando acqua calda e fredda, metodo che stimola l'apparato circolatorio e il sistema immunitario.
Al reverendo Kneipp le Poste tedesche e austriache hanno dedicato diversi francobolli, il primo dei quali di una serie filatelica sui benefattori dell'umanità.

[Riccardo Marzola]

Storia e ricerca: la missione della Fondazione proPosta per la cultura postale

La Fondazione proPosta è nata da un’idea di Lorenzo Urbano che spiega: “La missione è far conoscere il passato per capire il presente e progettare il futuro”

Di  Riccardo P. Babbi 23 Luglio 2020 (Tratto dal sito PosteNews di Poste Italiane)

https://www.postenews.it/2020/07/23/ricercatori-e-inventori-in-nome-della-cultura-postale/

 

II rappresentanti della Fondazione proPosta: da sinistra, Lorenzo Urbano, Marco Sacconi e Dario Biggi

 

“Amore mio ti scrivo…”; “Avvistati movimenti di truppe terrestri nelle alture prospicenti…”; “Amico, ho bisogno di…”. Un messaggio d’amore, un’informazione militare, una richiesta di aiuto… tanti i contenuti all’interno di una lettera. Dietro le quinte un insieme di persone e tecnologia trasportano parole scritte e con esse emozioni umane. Un patrimonio che non va disperso, anzi studiato e reso accessibile a tutti. Questo è il motivo per cui, nel 2011, è nata la Fondazione proPosta da un’idea di Lorenzo Urbano che spiega: “La missione della fondazione è far conoscere il passato per capire il presente e progettare il futuro. È un ente libero, indipendente e senza fini di lucro, ovviamente legato al mondo di Poste Italiane e alle sue persone anche se esterna all’azienda. Una realtà a disposizione di tutti”. Urbano continua a fornire un insostituibile supporto e indirizzo, soprattutto per coinvolgere sempre più colleghi. Le colonne della Fondazione sono le persone che ha battezzato i suoi “Ricercatori e Inventori”, appassionati che con i loro progetti connettono il sapere dell’esperienza alle sfide di un mondo in rapido cambiamento. Un gruppo di persone che merita di essere conosciuto.

Amanti della storia

Tra i ricercatori, studiosi e divulgatori del passato e presente del mondo postale, ad esempio, Riccardo Marzola, direttore di un Ufficio postale della filiale di Modena, appassionato studioso che raccoglie notizie che spaziano dalla traversata di Italo Balbo al racconto dell’Ufficio Postale sul fiume più corto del mondo. E, ancora, Mario Coglitore, esperto della storia d’Italia e scrittore di saggi di cui uno dedicato alla vita nell’Ufficio postale di Murano. Pino Barchetta è esperto di storia postale e collezionista di cartoline, stampe e lettere storiche; Paolo Marcarelli infine è attento studioso di storia postale nell’Epoca Pontificia. Tra gli scrittori Rinaldo Del Togno, autore del libro “La Gegnia”, storia di una postina nella metà del ’900, Roberto Martinez autore del libro “Favole, Sogni e Storie d’altri tempi” e tanti altri incentrati sul mondo dei trasporti, Maurizio Di Paolo, scrittore e poeta, profondo conoscitore della storia postale; Antonio Schiavo, con oltre 30 anni di servizio in Poste Italiane, ha pubblicato libri di saggistica e due romanzi: “Questa volta non è stata colpa mia” e “Aghi di Pino”. Tra i ricercatori, qualcuno è più attento alle relazioni. Maurizio Cianciarelli, che ha da poco lasciato l’Azienda, cura per la Fondazione il settore Comunicazione ed Eventi, con il coordinamento dei progetti editoriali. Luca Barigione, ricercatore del presente, si occupa di nuovi modelli di business e rapporti con l’estero. È stato recentemente in Cina e torna sempre con il trolley pieno di appunti e spunti.

Progetti per il futuro

“Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa” diceva Einstein. La Fondazione proPosta, grazie ai suoi inventori, guarda anche agli sviluppi del mondo postale. Progetti che anticipano il futuro di persone e oggetti in movimento. Come il progetto Pipe§Net che prepara le basi della cosiddetta internet fisica, una rivoluzionaria modalità per il trasporto sottovuoto e ad altissima velocità delle merci su lunghe distanze, oppure lo sviluppo in partnership con l’Università di Hong Kong e l’Università della Calabria (Unical) di un sistema innovativo per gestire la distribuzione delle merci nelle grandi città, in particolare nelle mega-cities cinesi attraverso un meccanismo di aste on line. Se ne occupa Dario Biggi, responsabile dell’innovazione della Fondazione e attento osservatore dei trend mondiali hi-tech. Tra i fenomeni emergenti degli ultimi anni che stanno cambiando radicalmente abitudini di acquisto e organizzazione della logistica c’è l’e-commerce, di cui Vincenzo Genova è attento osservatore e riporta nella fondazione l’attenzione in particolare agli impatti sociali di questa rivoluzione degli acquisti.

Poste  La storia  della peste nei secoli

 

 

Sin da tempi immemorabili l'umanita' e' stata piagata da pestilenze e malattie contagiose, addirittura nella Bibbia sono contenute delle misure di prevenzione  per evitare il diffondersi di contagi, nel libro di Levitico ci sono norme molto chiare riguardo all'igiene e alle precauzioni da prendere nel caso che si tocchino anche oggetti toccati da persone decedute, e dai corpi morti.

Come e' noto l'Europa e l'Asia furono colpite nel corso dei secoli da peste, vaiolo, tifo, colera, che fecero milioni di vittime. E in queste circostanze  per prevenire o contenere i contagi i viaggiatori e le merci, inclusa la corrispondenza che proveniva da zone dove si era sviluppata una epidemia, venivano inviati nei lazzaretti, dove in appositi locali si effettuava anche la disinfezione della posta.

Addirittura gia' dal 1493 a Venezia si stabili di estendere le cautele sanitarie ai Corrieri e alle lettere e si stabili di "profumare ogni carta che proveniva da luoghi infetti o sospetti". E il Capo dei Fanti del Magistrato aveva la "particolare incombenza di raccogliere tutte le lettere, che proveniva dai paesi sospetti e tutte aprirle e profumarle" e inoltre si controllavano e disinfettavano  non solo quelle che erano affidate al capitano delle navi in arrivo, ma anche quelle portate dai passeggeri.  Speciale attenzione veniva riservata per le persone le merci e le lettere che venivano dall'Impero Ottomano, che era considerato luogo permanentemente infetto a causa delle frequenti epidemie, inoltre a Zara in Dalmazia (dominio veneto) c'era fin dal XVI secolo un lazzaretto dove  le persone, le merci e le lettere  venivano disinfettate e poste in quarantena. Pare che l'origine della quarantena sia dovuta ad un fatto accaduto nel 1347 quando ai passeggeri di un vascello attraccato nel porto di Ragusa ( oggi Dubrovnik in Croazia ) fu imposto di attendere per un periodo d osservazione di trenta giorni, poi esteso a quaranta prima di poter scendere sulla terraferma in modo che non si diffondesse la peste, anche se poi la citta' ne fu' colpita ugualmente. In seguito dopo la caduta della Repubblica di Venezia  riguardo al metodo per  disinfettare la posta si  stabiliva il metodo di disinfezione  " l'espurgo delle lettere e dei pieghi si eseguisce, col profumarle prima al di fuori, e per far cio' con maggiore sicurezza, vi si pongono in una macchina di ferro con entro del fuoco, e profumi li piu' forti, come bacche di Ginepro e simili. Poscia si prendono le tanaglie pur di ferro, e con forbice si tagliano diligentemente ov'esiste il sigillo e aperte (sempre tenendole con le tanaglie) si ripongono in detta macchina, dove ricevono il secondo interno profumo, e cosi saranno del tutto espurgate, e libere: a differenza di quanto si usa per le lettere semplicemente e gravemente sospette, le quali vengono a sufficienza espurgate, col taglio bensi del sigillo, ed aperte col mezzo del solo profumo"

A Bologna invece in occasione della peste del 1630 e che fece solo in citta' quasi 14.000 morti, si diedero ordini e disposizioni anche per evitare il contagio tramite la corrispondenza: " Subito che saranno al lazzaretto le Valige, Plichi, o lettere avvisati dal Deputato aprino dette Valige, levando fuori le lettere, avertendo se sono foderate di tela,la leveranno et essendoci stringhe, corde quali abbrugiaranno subbito, bagnandole con l'aceto, et le lassaranno stare all'aria aperta sino a nuovo ordine.

Tutti li spaghi che vengono con dette lettere subito si abbrugino insieme con l'involto di esse.

Le lettere si faccino prima passare per aceto, poi asciugate nel forno, et asciugate che sono, le porranno nel fagotto a profumarle.

Le lettere di passaggio ( in transito ) le profumino di fuori senza bagnarle nell'aceto levando tutti li spaghi ove sono legate.

Profumate che averanno le lettere nel fogone non le tocchino piu' con mani e con altro ma con una Pala di ferro le restituira' al Deputato di fuori o ad altri secondo haveranno ordine."

 

---1-- foto 'Fornetto con pinza per prendere la posta nello Stato Pontificio. Museo della Comunicazione-Roma'.---------

 

I metodi per disinfettare la posta comunque  erano vari e dipendevano anche da stato a stato: potevano essere affumicate esternamente, allora si metteva il timbro sulla lettera, "Netta di fuori sporca dentro" o simili,  oppure si facevano anche dei tagli sulla lettera per far passare i fumi o vapori all'interno della lettera, ed in questo caso si metteva il timbro "Netta fuori, netta dentro" in altri casi ancora si apriva direttamente la lettera e si affumicava completamente, anche in questo caso era ovviamente "Netta fuori,netta dentro" . Addirittura in alcuni casi la lettera veniva disinfettata piu' volte in diverse localita' dove transitava.

Un problema che si verificava a volte nella disinfezione delle lettere era che l'eccessivo calore del fornetto per disinfettarle, oltre ai vapori di zolfo, all'aceto  e oltre ai tagli sulle lettere per far entrare il fumo e unito  a volte alla disattenzione degli addetti, faceva si che alcune lettere si sbruciacchiassero.

 

---2-- foto 'lettera da Smirne a Firenze del 1804 disinfettata e bruciata durante la disinfezione'.--------

 

Facendo un salto nel XIX secolo, durante il periodo napoleonico ci furono tre fasi di emergenza: nel 1804 la febbre gialla a Livorno e in Toscana, nel 1810-1811 un'analoga insorgenza nella penisola iberica, nel 1812 (e ancora nel 1813) la peste scoppiera' in Turchia.

Il 16 ottobre 1804 il  napoleonico ministro delle finanze del Regno d'Italia  Giuseppe Prina stabili la disinfezione per la posta proveniente dalla Toscana e diretta al nord; e anche in quelle circostanze, c'era allora, come adesso, chi si lamentava della lentezza con cui venivano presi certi provvedimenti sanitari per arginare i contagi, come ricordava e lamentava  don Mantovani : " La malattia che si vuole epidemia in Livorno ha svegliato l'indolenza del nostro governo che sulla perizia di dieci o dodici medici di Firenze, dichiarante per sempre ordinaria malattia, s'era addormentato sulle precauzioni da prendersi. Fu spedito ordine di tirare un cordone e d'impedire ogni comunicazione. Le lettere di ieri portate dal corriere che passa per Firenze furono aperte e affumicate."

Addirittura c'erano delle situazioni in cui chi spediva era fortemente preoccupato perche' a causa della disinfezione si poteva lacerare un contenuto importante e di conseguenza subirne un forte danno, come nel caso dell'avvocato Paolini di Pistoia  che  nel 1804 aveva urgenza di spedire all'editore a Milano certe bozze corrette ed era disperato perche' non voleva far disinfettare il  suo plico  avendo timore che si danneggiasse il contenuto, nonostante avesse tentato pure un costosa spedizione per posta, e interessandone addirittura l'ambasciatore milanese a Firenze, l'avvocato lamentava che "Il ministro di codesta Repubblica residente nella nostra corte mi scrive che non puo' garantirmi  la sicurezza di questa spedizione e l'esenzione di essa dai suffumigi e dai tagli che si praticano indistintamente su tutti i pieghi. Tagliando un quaderno per affumicarlo puo' facilmente smarrirsi un foglio nella ricomposizione del piego"

 Nel 1835 dopo alcuni casi di colera ad Ancona il Cardinale Gamberini, Presidente della Congregazione speciale di Sanita' da Roma firma il "Regolamento e metodo per l'attuazione dei cordoni sanitari" con disposizioni di sanita' postale. I Cordoni Sanitari terrestri venivano istituiti per isolare I territori nazionali ed esteri colpiti o sospetti di epidemie. I Cordoni Marittimi per impedire qualsiasi sbarco o approdo sospetto. Riguardo ai cordoni terrestri veniva stabilito un "primo cordone sporco" ed un "secondo cordone sano"; tra i due cordoni serviti dai militari, dovevano esserci almeno tre fabbricati; uno per i sanitari che dovevano disinfettare individui, lettere e pacchi; uno per alloggiare i viaggiatori in osservazione; ed uno per le merci, con stalle per gli animali. Le lettere semplici andavano tagliate, quelle doppie ed i pacchi aperti e poi disinfettati con acido muriatico ossigenato, ed infine bollati per certificare l'avvenuta disinfezione. E' da notare che il governo pontificio fu il primo ad adottare l'acido muriatico per le disinfezioni, anche nelle case dove si erano avuti casi di colera. Nel 1836 dopo che il colera partito dai Balcani si era  diffuso in tutta Italia venne anche chiuso il confine del Regno di Napoli, e vicino al confine a Casamari (in provincia di Frosinone) venne istituito un lazzaretto. E cosi ebbero i loro bolli di franchigia i Cordoni, le Commissioni e le Deputazioni sanitarie, e citta' e paesi adottarono bolli speciali per marcare le lettere che avevano disinfettato. 

Nello Stato Pontificio le fumigazioni sia delle persone sia degli oggetti e delle lettere venivano praticate su larga scala.  Il Delegato Apostolico di Perugia nel 1836 dava alcuni  singolari consigli ai perugini per evitare il colera: " tranquillita' d'animo, evitare passioni violente, sobrieta' nel vino, astenersi dai liquori spiritosi, riconosciuti in tali emergenze di sommo pregiudizio….. e non sortire da casa a stomaco vuoto".

E date le pessime condizioni igieniche, comuni del resto in quell'epoca non solo nello Stato Pontificio, per prevenire e limitare i contagi del "cholera morbus" venivano ribaditi i divieti e le multe per chi gettava 'liquidi organici' dalle finestre, per chi teneva agnelli e porci in citta', o per chi gettava animali morti nelle vie. Ad esempio a San Martino in Campo nei pressi di Perugia un tal Luigi Grigioni era stato invitato piu' volte dai deputati sanitari del posto, dopo le proteste degli abitanti del paese di "rimuovere il concimaio fatto lungo la strada del Borgo di S. Martino in Campo in faccia all'osteria". Inoltre nel  settembre del 1836 si stabiliva l'arresto per chi viaggiava senza bolletta della Deputazione Sanitaria (una specie di lasciapassare ).

E come ricordava C. Massari  dopo che il colera era apparso in varie citta' d'Italia "sulla meta' di Agosto del 1836 Ancona lo ebbe, e si accrebbero le paure in Perugia. Fu tostamente separata dalla perugina l'anconetana provincia, (con dei cordoni sanitari) tutte le comunicazioni impedite; dopo due mesi di contagione circa il 20 ottobre, netta fuori e dentro si proclamo'. Non piu' colera in Ancona. Perugia sacra a Maria fu salva."

La tregua duro' poco perche' gia' l'anno seguente si ricominciava a Perugia a disinfettare "tutte le provenienze da Roma e comarca, sia di persone, sia di merci, robe, legni che non giustificassero di averla subita".

Infatti nel 1837 il colera era ripreso violentemente e il Soprintendente delle poste pontificie propose al Card. Lambruschini il suo piano per riattivare il servizio dei Corrieri che era rimasto bloccato. Poiche' era stato stabilito un largo cordone sanitario che bloccava l'accesso a Roma e che partendo da Civitacastellana con un grande anello arrivava fino alla via Appia all'altezza di Ariccia.

Nel 1836  anche in Sicilia si diffuse il colera, e non lascio' indenne nessuna grande citta', addirittura ci furono rivolte popolari e omicidi nei confronti di alcuni rappresentanti del governo nell'isola, con conseguente  forte repressione da parte borbonica, anche con alcune condanne a morte; e questo perche' la popolazione era alla ricerca di un responsabile della diffusione del contagio: alcuni pensavano che fosse un castigo di Dio a causa della cattiveria umana, altri pensavano che fossero degli 'untori' che spargevano il morbo come da ricordi di Manzoniana memoria, in Sicilia ci fu' una variante in questo, si pensava che questi 'untori' fossero stati inviati dal governo a spargere il morbo tra la popolazione siciliana.

Per contenere il contagio viene stabito un cordone sanitario marittimo con l'ausilio anche di navi, e  "stabilito un cordone sanitario terrestre da Milazzo a Siracusa organizzato militarmente". Chi veniva trovato a "vagare oltre i limiti del  proprio Comune"  senza bolletta sanitaria veniva arrestato e posto in contumacia. La bolletta sanitaria attestava la buona salute del soggetto, e che "non viaggio' per luoghi infetti, o sospetti" . Una conseguenza dei cordoni sanitari con le restrizioni sui scambi commerciali,  fu' che aumentarono  ulteriormente la gia' diffusa poverta' dei Siciliani.

I Corrieri con la posta invece, potevano oltrepassare i cordoni sanitari se il lasciapassare indicava che provenivano da una zona libera dal "mal contagioso", e la  loro corrispondenza veniva disinfettata. In Sicilia nel 1836 e nel 1854 epoche in cui avvennero due micidiali pestilenze si usava questo metodo "la deputazione di salute di Messina ha fatto conoscere che aperte le lettere, ed attaccate con uno spillo alla sopracarta, consegnate vengono queste agli ufficiali postali, dai quali nuovamente sono chiuse….che la incumbenza degli ufficiali postali e' quella di chiudere la corrispondenza che dagli impiegati sanitari lor si consegna".

 

---3-- foto 'lettera da Messina del 28 dic.1836 arrivata a Lione il 18 gen.1837 e disinfettata a Roma esternamente con il bollo 'NETTA FUORI E SPORCA DENTRO' bollo usato per le lettere in transito oltre lo Stato Pontificio'.------

 

Il governo comunque venne fortemente criticato perche' aveva istituito i cordoni sanitari per un tempo troppo breve, invece secondo un rappresentante  borbonico per lui era "ridicola la credenza che il colera possa nascondersi negli uomini per molti giorni".

Facendo un salto nei nostri giorni nei quali sta imperversando il Coronavirus, vediamo che in molte parti del mondo si sta facendo un grande uso di mascherine protettive, ma questo non e' niente di nuovo, infatti merita una menzione la protezione che si usava nella seconda meta' dell' ottocento in un apparato austriaco presso Trieste da parte degli addetti alla disinfezione della posta:

"Le persone che si occupano delle operazioni preparatorie per la disinfezione devono a propria tutela, servirsi di un apparato respiratorio di cotone, il quale viene legato e si applica al naso e alla bocca. Prima e dopo la manipolazione postale queste persone si lavano le mani e le braccia in una soluzione contenente 5% di acido carbolico, e disinfettano con essa anche i vestiti usati durante tale operazione"

Sembrano le precauzioni che si  prendono attualmente per il Coronavirus !

 

Paolo Marcarelli

Fondazione proPosta

 

Opere citate o consultate.

Archivio per la storia postale, Istituto di studi storici postali, Prato.

Bollettino Prefilatelico e Storico Postale, Organo ufficiale dell'Associazione per lo Studio della Storia Postale, Padova. 

Fedele C. Mainoldi F. Bologna e le sue poste, Bologna.

Fedele C. La voce della posta. Istituto di studi storico postali, Prato.

Fedele C. Gallenga M. Strade corrieri e poste dei papi dal medioevo al 1870. Istituto di studi storico Postali, Prato.

Gallenga M. I bolli di Roma dalle origini al 1870, Roma.

Gallenga M. I bolli del Lazio dalle origini alla fine del secolo XIX, Roma.

Ilpostalista.it  L'epidemia di colera del 1837, di Marchese G.

Marcarelli P.  Umbria tre secoli di storia postale. Fondazione ProPosta Roma.

Migliavacca G. Invito alla storia postale, Milano.

Ravasini C. Documenti sanitari bolli e suggelli di disinfezione nel passato, Minerva medica, Torino.

 

 

PESTE E POSTE
Chiunque sia mediamente scolarizzato ha sentito parlare della peste dal Manzoni nei Promessi Sposi. Ma la storia dell’umanità è stata più volte percorsa da terribili epidemie, si pensi, per fare un esempio a noi cronologicamente vicino, alla famigerata influenza spagnola che appena 100 anni fa ha mietuto milioni di vittime in tutto il mondo.
La pandemia del “Coronavirus” che proprio in questi giorni ci obbliga, giustamente, a restare in casa mi ha suggerito di fare una piccola ricerca per gli amici della Fondazione ProPosta su quello che appare un mesto giuoco di parole: Peste e Poste. Già, perché se è vero che un tempo le persone si spostavano di meno, la corrispondenza ha sempre viaggiato, anzi un tempo molto più di oggi. E per prevenire i contagi le Poste ricorrevano alla disinfezione delle lettere provenienti da zone infette o sospette seguendo precise procedure in appositi locali all’interno dei Lazzaretti. Speciale attenzione era riservata alla corrispondenza proveniente dall’Impero Ottomano considerato luogo permanentemente infetto a causa delle frequenti epidemie.
I metodi per disinfettare la posta variavano invero da Stato a Stato. Per esempio potevano essere “fumigate” tenendole sospese con speciali pinze solo esternamente per cui si apponeva il timbro “Netta fuori - sporca dentro”. Altre volte veniva effettuato invece un piccolo taglio sulla lettera per far passare i fumi al suo interno e in questo caso il timbro certificava che era “Netta fuori – netta dentro”. Inutile aggiungere che non di rado l’eccessivo calore dei “fornetti” causava la bruciacchiatura delle lettere.
In allegato un esemplare di fornetto custodito presso il Museo della Comunicazione di Roma e il bollo dell’Amministrazione Pontificia “netta fuori e sporca dentro” attestante l’avvenuta disinfezione.
Nel corso della storia sono stati utilizzati fumi di zolfo, resine, cloro e altre sostanze, oppure si ricorreva allo spruzzo di aceto. Metodi all’epoca rassicuranti benché di discutibile efficacia.
Nel libro “Umbria, tre secoli di Storia Postale” edito dalla Fondazione ProPosta, l’autore Paolo Marcarelli dedica un apposito capitolo a “Il Colera e la Posta (1831 – 1855)” nel quale fra le altre interessanti notizie riferisce che in relazione alla prevenzione del contagio “il governo Pontificio fu il primo ad adottare l’acido muriatico per le disinfezioni abbandonando l’uso delle fumigazioni”. 
Una menzione particolare merita la protezione degli addetti alla disinfezione della Posta in uso nell’800 a Trieste: “Le persone che si occupano delle operazioni preparatorie per la disinfezione devono a propria tutela servirsi di un apparato respiratorio di cotone, il quale viene legato e si applica al naso e alla bocca”. Sembra la descrizione delle nostre attuali mascherine. Insomma niente di nuovo sotto il sole che speriamo torni presto a risplendere!
[Riccardo Marzola]

In questi giorni giustamente si parla di medici ed infermieri, che sono in prima linea ad affrontare l'emergenza sanitaria del coronavirus.

Ma non dobbiamo dimenticare anche i portalettere e tutti quelli che lavorano nei centri di smistamento di Poste Italiane che fanno che tutto continui come sempre soprattutto la catena logistica. UN FORTE RINGRAZIAMENTO DA PARTE DI TUTTI NOI!

LIBERTÀ E FRAGILITÀ
 

Anna: «Mi ripeto che devo stare bene, la verità è che ho paura»

E vorrei poter decidere se godermi il sole nel parco o guardare il bel tempo da una finestra o camminare per le strade della città

di Anna Bassi * (collega della fondazione proPosta Lettera publicata sul                    Corriere della Sera)
 
 
  

Quando si decide in autonomia si può anche rimanere in casa per tanti giorni di seguito. A me è successo dopo un lungo periodo di lavoro in giro per l’Italia. Mi è successo quando sono rimasta a casa, e rimanere in casa senza uscire anche per giorni non mi è costato. Adesso, invece, mi sembra una cosa strana. Non posso uscire non perché l’ho deciso io ma perché, fondamentalmente, mi è vietato. Faccio finta di non pensarci, soprattutto cerco di convincermi che è per il mio bene perché nel passato ho avuto un grave episodio di insufficienza respiratoria; mi dico che tanto non ho bisogno di nulla perché una volta alla settimana mio marito va a fare la spesa. Mi dico che le cose che vorrei comprare e i negozi che vorrei visitare saranno ancora lì alla fine dei divieti.

Mi dico che le mie nipoti hanno il timore che mi ammali e allora devo stare bene perché poi andremo a spasso insieme. Mi dico che devo stare in casa per non preoccupare mio figlio che è lontano e non può pensare a me. Mi dico che devo stare bene perché mio marito e io siamo soli. Mi dico tutto questo e sono tranquilla in apparenza, non penso a quando finirà questa storia; in casa faccio l’indispensabile perché non sono mai stata un angelo del focolare. Mi basta che la casa sia pulita e in ordine e che i panni siano stirati. Una volta mi piaceva cucinare, adesso per tanti motivi devo limitarmi; in fondo non ne ho voglia.

Però vorrei uscire quando mi pare, vorrei uscire senza la paura che un nemico invisibile possa ridurmi a non respirare e a essere intubata, e io so cosa significa. Vorrei decidere io se godermi il sole nel parco o guardare il bel tempo da una finestra o camminare per le strade della città. Vorrei comprare qualcosa di sfizioso e inutile e mettermi gli occhiali da sole. Per fortuna mi piace leggere, ho ancora tanti libri che mi aspettano; leggo sbirciando attraverso le tende quel bel sole primaverile che dalle mie parti, nella pianura padana, non sempre si vede così limpido e così luminoso e invitante.

 

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera di un collega della fondazione proPosta:

 

Cari amici, 

la situazione purtroppo è veramente drammatica.

I miei stretti parenti bergamaschi sono blindati in casa.L’elenco degli amici e conoscenti defunti non lo aggiorniamo più da alcuni giorni proprio per evitare di agitare ulteriormente tutti quelli che si trovano in ospedale.

Vi mando, come a tutti coloro che mi chiedono come stiamo la seguente poesia composta da mia moglie:

 

SOSPESI

 

Poesia di Lorena Silvia Sambruna

composta il giorno 26 marzo 2020

dedicata a tutti coloro che hanno speranza e

soprattutto a chi la sta perdendo.

 

ANNIVERSARI - Il 25 Marzo 1821 la Grecia proclama l'indipendenza dall'Impero Ottomano. L'evento è stato ricordato anche dalle Poste elleniche con delle emissioni filateliche nel 1971 in occasione del 150°  anniversario, alcune davvero molto belle!
[Riccardo Marzòla]

 

 

 

Monumenti ai Portalettere

 

Eh sì ... pioggia, caldo, ghiaccio, morsi di cane ed ora il corona virus: i postini meritano ben più di un monumento!

[Lorenzo Urbano]

Quel nodo sabaudo fra Croce Rossa e Filatelia


Una delle pagine del '900 meritevoli di essere ricordate é quella dello stretto legame fra Croce Rossa e Casa Savoia e in particolar modo delle ultime due Sovrane, la Regina Elena pioniera delle Crocerossine e in prima linea durante il terremoto di Messina del 1908 e Maria José che pure indossó la divisa di Crocerossina negli anni '30.
Una curiosità storico filatelica é che la bella Maria José è l'unica Regina italiana la cui effige appare su una serie di francobolli emessi in occasione delle nozze con il Principe di Piemonte, futuro Re Umberto II, e due su tre con una maggiorazione "pro Croce Rossa".
Ma di emissioni filateliche italiane a favore della Croce Rossa ce ne sono state anche altre. Ad esempio i francobolli con l'aquila sabauda di 4 tagli diversi emessi nel 1915 e quelli con la bandiera nazionale del 1921 con un sovrapprezzo di 5 centesimi devoluto a favore della Croce Rossa.
Degni di nota anche i francobolli di Rodi (isola dell'Egeo sottoposta al controllo militare tedesco ma amministrata dalla Repubblica Sociale Italiana) sui quali nel febbraio 1945 venne sovrastampato il logo della Croce rossa.
Ma questo "nodo" fra Italia e Croce Rossa prosegue anche con la Repubblica italiana e numerose sono le emissioni di francobolli i anche recenti aventi per soggetto la Croce Rossa e il suo Corpo Militare.
In ultimo, ma non per importanza, é degno di nota il francobollo della Regina Elena del 2002 con la maggiorazione in favore della lotta contro i tumori al seno. ?
[Riccardo Marzola]

 

CURIOSITÀ  LEGO

 

Il 28 Gennaio 2020  é il 62° compleanno dei mattoncini Lego, nati il 28 gennaio 1958. Chi non ci ha mai giocato da piccolo e da grande con la scusa di giocare con i propri figli? Non di rado con le costruzioni della Lego sono state realizzate delle vere opere d'arte. E a questi mattoncini colorati, che hanno allietato la nostra infanzia, le Poste della Danimarca, dove ha sede la fabbrica, hanno anche dedicato dei francobolli. La Lego da parte sua ha ricambiato con un piccolo Ufficio Postale.
[Riccardo Marzola]

L'EXPO 1911


Il 1911 è l'anno del grande giubileo laico, la festa con cui si celebrano i 50 anni della Nazione attraverso l'Esposizione Internazionale a Torino, Firenze e Roma. Nella capitale il tema é una Mostra Etnografica, un viaggio in Italia realizzato attraverso quattordici padiglioni regionali. Quello dell'Emilia ad esempio é la (quasi) fedele riproduzione del Castello Estense di Ferrara qui raffigurato in una cartolina dell'epoca e in una figurina Liebig.
L'evento vede coinvolte anche le Regie Poste con alcune celebri emissioni filateliche ed erinnofile.
[Riccardo Marzola]

I NIPOTI DELLE DILIGENZE POSTALI


L'Autopostale in alcune nazioni europee, e in particolare Svizzera, Austria e Germania, è un autobus interurbano, solitamente giallo con il corno postale sulla fiancata, adibito al trasporto della posta e dei passeggeri su percorsi predefiniti.
In allegato una mia foto di qualche anno fa in Carinzia e alcuni vecchi manifesti dei tradizionali bus postali svizzeri.
[Riccardo Marzola]

HEIDI

Heidi, la ragazza delle Alpi, é un romanzo di Johanna Spyri pubblicato nel 1880 a cui sono ispirati diversi film e il noto cartone animato di Isao Takahata realizzato nel 1974 e trasmesso in Italia nel 1978. La trama é nota: una bambina di cinque anni, orfana, viene allevata dal nonno sulle montagne svizzere dove la principale occupazione è portare al pascolo le capre. A otto anni viene portata dalla zia a Francoforte dove impara a leggere e scrivere e viene, per cosí dire, iniziata alla vita borghese. Qui conosce diverse persone come Clara, una bambina costretta sulla sedia a rotelle e la famigerata signorina Rottenmeier, per la quale ogni minima azione di Heidi è motivo di rimproveri. Il romanzo presenta il forte contrasto tra la campagna e la città attraverso gli occhi della bambina.
Al popolare personaggio sono stati naturalmente dedicati diversi francobolli in Svizzera, uno dei quali addirittura in argento. Meno scontata l'emissione filatelica, peraltro molto bella, delle Poste nipponiche.
[R. Marzola]

 

GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO

 

Oggi "Thanksgiving" (festa del ringraziamento) giornata difficile per i tacchini americani ? ?? celebrati anche in qualche francobollo d'oltreoceano.

IV NOVEMBRE

 

Il IV Novembre rientra oggi fra le "festività soppresse" ció nondimeno si celebra la Giornata delle Forze Armate nell'Anniversario della Vittoria della Grande Guerra con la quale si é concluso il cammino di Unitá e Indipendenza nazionale iniziato a metá del XIX secolo. É stato scritto da più parti quanto le Regie Poste siano state protagoniste di quelle pagine della nostra storia. Giovanni Ermete Gaeta (1884 - 1961) autore della "Leggenda del Piave" era ad esempio un impiegato delle Poste di Napoli. Ma le Poste, sul Piave e fra le trincee del Carso, hanno dato ben più di un contributo canoro alla Patria. É stato stimato che durante gli oltre 3 anni di guerra, che hanno visto mobilitati 5 milioni di uomini, siano state spedite qualcosa come 2 miliardi e mezzo di lettere e cartoline e ne siano state ricevute un miliardo e mezzo. Ogni lettera é attesa con ansia. Nel suo italiano sgrammaticato un contadino divenuto soldato scrive: "ti racomando di scrivermi spesso, e anche tutti i giorni perché din questi posti non si desidera altro che notissie di famiglia". Non diverso il sentimento dello scrittore Ardengo Soffici: "É arrivata la posta! Se le amiche, gli amici potessero immaginare il piacere di ricevere un saluto, una notizia qui! Chi non é stato per giorni e giorni cosí faccia a faccia con la morte, non potrà mai capire la dolcezza di una parola d'amore che arriva da lontano". Al fronte le Poste utilizzano uffici postali da campo dotati di attrezzature essenziali per potersi muovere al seguito delle truppe a dorso dei muli. 

Un tempo ogni ufficio postale esponeva il tricolore per attestare un tributo d'onore a quei caduti e la vicinanza istituzionale alle Forze Armate. E non sono mancate naturalmente le emissioni filateliche sul tema.

Buon IV Novembre!

 

[Riccardo Marzola]

HALLOWEEN

31 ottobre molti celebrano "Halloween". Non a torto si parla di una ricorrenza importata dall’America, almeno così come si festeggia oggi. In realtà la storia risale a tempi ben piú remoti e deriverebbe dalla festività di "Samhain" il capodanno celtico, che veniva celebrato proprio in questo periodo nell’area celtica appunto e quindi in Francia, Inghilterra, Scozia, Irlanda, e probabilmente anche nell’Italia Settentrionale (Gallia Cisalpina). A rigore sarebbe quindi improprio parlare di una festa d’importazione. Solo successivamente infatti la chiesa istituì la festa di ognissanti e quella dei defunti che si andavano a sovrapporre, come molte altre festività cristiane, a precedenti festività "pagane". Personalmente, come da tradizione, porteró un fiore sulla tomba dei miei cari, ma da ferrarese non faccio crociate contro le cucurbitacee essendo ben altre le influenze d'oltreoceano che mi disturbano.
Da una ricerca su internet per gli amici filatelici rilevo che la ricorrenza é stata celebrata da diverse amministrazioni postali, non

                                                 solo Oltreoceano.

                                                 [Riccardo Marzola]

GENGIS KHAN

Il monumento a Gengis Khan (1162-1227) in Mongolia coi suoi 30 metri di altezza, più 10 di basamento, é attualmente la statua equestre più grande del mondo.
Numerosi i francobolli, non solo della Mongolia, ma del mondo intero dedicati al leggendario condottiero e sovrano.
Nel 2007, nell'ambito delle mostre sulla "Via della Seta" a Treviso le Poste italiane hanno realizzato un folder filatelico su "Gengis Khan e il Tesoro dei Mongoli"

 

[R. Marzola]

ARCHIVIO NEWS PRECEDENTI: 2   3

Stampa Stampa | Mappa del sito
© Fondazione proPosta Via Barberini 36 00187 Roma