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Enrico Veschi: testimonianze e ricordi

 

Angelo Di Stasi - Presidente della fondazione proPosta

Con la scomparsa del dott. Enrico Veschi viene meno uno dei massimi protagonisti del panorama postale italiano, fautore di importanti innovazioni nell'ambito di quella amministrazione delle Poste e delle Telecomunicazioni che, negli anni Novanta, egli traghettò verso la privatizzazione.

Mi è gradito ricordare Enrico Veschi non solo come figura di riferimento

per il settore postale, ma più in generale per le sue doti di eccezionale servitore dello Stato, esempio per tutti noi colleghi chiamati ad assumere, negli anni a venire, l'incarico di direttore generale in seno alla Pubblica Amministrazione.

 

Il cordoglio della Fondazione e mio personale va anzitutto alla famiglia ed in particolare alla figlia Antonella, instancabile animatrice delle attività di proPosta.

 

Andrea Alfieri

Ho conosciuto il dr. Veschi subito dopo essere stato assunto in Poste nel 1984. Ho collaborato con lui negli anni in cui ricopriva l'incarico di Direttore Centrale dei Servizi Postali.

Mi ha sempre colpito la sua visione dell'Azienda, tutta orientata a fornire ai clienti una qualità del servizio di tipo "europeo".
La sua capacità di trasmettere energia ed entusiasmo è stata unica. La sua fiducia nei giovani mi ha offerto la possibilità di impegnarmi con caparbietà e coraggio, nella difficile sfida quotidiana di trasmettere   sul territorio a tutti i lavoratori di Poste un forte segnale di cambiamento.
Da Direttore Generale, ricordo una splendida intervista rilasciata al Mattino in occasione dell'apertura su Napoli CMP del primo impianto Postel dell'Italia Meridionale: impianti di assoluta avanguardia di un sistema, è bene ricordarlo, che è stato il primo al mondo.

Ecco : Veschi  lascia una traccia importante in Poste  Italiane, fatta di capacità e innovazione. Soprattutto anticipa nei tempi una visione del servizio universale capace di coniugare la socialità dello stesso con l'efficienza.

Grazie Direttore, per la lezione che ci hai dato!

 

Lorenzo Urbano - Consigliere delegato della fondazione proPosta 

Addio Direttore, la scomparsa di Enrico Veschi mi ha lasciato molto rattristato, nutrivo profonda stima per l’uomo. Ho vissuto l’epoca ministeriale delle poste e la sua figura ha rappresentato per noi, allora giovani dirigenti,  la nostra guida dirigenziale. 

Ha lasciato un bellissimo ricordo di sé,  è stato un vero galantuomo, un dirigente in possesso di competenze professionali di altissimo livello e di profonde doti morali ed umane. 
Era animato da una grande passione per il lavoro che ha saputo trasmettere a tutti coloro che hanno avuto il piacere ed il privilegio di conoscerlo e lavorare con lui.
E’ stato proprio il Dott. Veschi ad avere l’intuito di far nascere la nostra fondazione. Ci ha stimolato a credere in questo progetto e a portalo avanti.

Mi ricordo in particolare una sua affermazione: 
la storia postale non è fatta solo di lettere viaggiate e di tariffe affrancature bolli usi destinazioni ma ha al suo centro la posta intesa come organizzazione e servizio, fatta innanzi tutto di uomini, lavoro, idee”. 
 
Grazie Direttore per averci lasciato questa eredità e il compito di conservarla e divulgarla, in modo che il passato possa essere da riferimento alle generazione future.

 

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