fondazione proPosta
fondazione proPosta

Nasce a Castel Gandolfo la prima cassetta postale al mondo

Nel 1820 a Castel Gandolfo, così come in altri centri, il problema della consegna della posta era di grande entità e difficilmente risolvibile. La corrispondenza non arrivava direttamente in paese ma nel vicino centro di Albano, dove giaceva finché un incaricato (pagato 1/2 baiocco a lettera) passava a ritirarla.

Il problema principale stava nel fatto che costui era analfabeta per cui, non potendo leggere gli indirizzi ed i destinatari,si creava difficoltà nelle consegne.

Constatato l'enorme problema, nell'anno 1820, i priori di Castel Gandolfo, su proposta dell'allora consigliere Antonio Jacorossi, stilarono un progetto che includeva il prelievo della corrispondenza in Albano, il trasporto e la consegna ai destinatari castellani e per la raccolta in Castel Gandolfo per le spedizioni.

Tale progetto proponeva l'istituzione di una cassetta, recante sul coperchio una fessura nella quale venivano introdotte le lettere e provvista di una chiusura con chiave. La proposta fu portata in delibera il 23 novembre 1820 ed approvata con 3 voti contrari ed 11 favorevoli.

Tale delibera del Consiglio Municipale di Castel Gandolfo è custodita nel Museo delle Comunicazioni a Roma ed è testimonianza certa della realizzazione della prima cassetta postale mobile.

Sul muro dell' ufficio postale è appesa una targa di bronzo un po' faticosa da leggere, con i suoi caratteri sbalzati e scuri, ma che contiene un' informazione straordinaria.

Chi l' avrebbe mai detto, non sono stati gli inglesi e nemmeno i tedeschi e neanche i giapponesi a inventare la buca delle lettere, ma gli amici di Castello. Il signor Iacorossi una sera, forse guardando il lago e sognando il mare, ha avuto questa grande intuizione.

 

Ma Castel Gandolfo offre anche la chiesa di San Tommaso da Villanova, con la sua bella pala d' altare, una crocefissione di Pietro da Cortona, e  la cupola del Bernini, che mise mano anche alla fontana al centro della piazza.  E’ interessante chiudere questi cenni storici sulla piazza di Castel Gandolfo, con una storia divertente che ci è stara tramandata, e che vale la pena raccontare.

Il bar nella piazza era di proprietà dei fratelli Abba, almeno tutti li chiamavano così, e loro volevano chiamarlo BarAbba, ma dal palazzo del Papa è arrivato un no secco e inesorabile: Barabba non può stare tutti i giorni davanti al Vicario di Cristo. E allora il bar decise di prendere  un’altro nome, che ricorda la divergenza d' opinioni: BarUffa!

 

Stampa Stampa | Mappa del sito
© Fondazione proPosta Via Barberini 36 00187 Roma